Saul Steinberg sul punto di vista del viaggiatore

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Viaggiando in treno si vede più che altro il retro delle città. La vista è “laterale” mentre per l’uomo la vista naturale è quella di fronte, come in automobile. Solo che in auto si è seduti troppo bassi. tanto bassi che si ha paura di strisciare col sedere sulla strada. E si vede un paesaggio che è la continuazione di quello dalla televisione, che infatti si vede stando seduti.
Viaggiando in autobus, se si riesce a sedere nella prima fila, si gode della vista ideale, la più rara e più nobile, la vista dell’uomo a cavallo. Ora sfortunatamente hanno cominciato a scurire per il sole i cristalli e si vedee un triste paesaggio crepuscolare, anche se c’è un gran sole. Oppure colorano di azzurro il parabrezza, sfumando la tinta verso il basso; così il panorama si trasforma in una stampa giapponese.

Saul Steinberg, Riflessi e Ombre, Adelphi, 2001

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