La storia dell’ExpoSong raccontata da Isabella Musacchia attraverso 5 sedie

Isa l’ho conosciuta un anno fa. C’erano il Salone del Mobile, il FuoriSalone, gli eventi, tutto come in questi giorni. C’era Milano, che va sempre osservata con attenzione per poterci vivere bene.
Isabella Musacchia è autrice del blog OnaliM (Milano al contrario) 
e della canzone ExpoSong, composta insieme a Pablo Ciallella. La canzone, Pablo, Isa… anche loro sono un po’ al contrario. Leggete qui. 

exposong

Solo per Measachair voglio raccontare la storia di ExpoSong attraverso 5 sedie.

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La prima è una sedia del Mc Donald’s dove ci siamo conosciuti io e Pablo, quasi un anno fa.

È andata più o meno così.

Qualche mese prima Dario mi aveva detto “Perché non intervisti Pablo Ciallella? Quando vivevo a Palermo mi piaceva tanto ascoltare la sua canzone Dura la vita a Milano città.”

Così gli avevo scritto.

Sul profilo di fb c’era scritto che Pablo viveva fra Parigi e l’Indonesia.

Così non mi era sembrato strano che per più di un mese non arrivasse nessuna risposta.

Ogni tanto Dario mi chiedeva “Ti ha risposto Pablo?”

“No, ma quello ormai vive fra Parigi e l’Indonesia!”

Poi un giorno Pablo ha risposto “Sì sì vediamoci. Domani in stazione a Milano.”

Era domenica, pioveva e non avevamo l’ombrello.

“Entriamo al Mc Donald’s?”

E lì dentro siamo rimasti a chiacchierare per tre ore.

Pablo indossava due paia di occhiali, uno sopra l’altro.

Abbiamo bevuto sei caffè.

“Come si sta a Parigi?”

“Pa-ri-gi? Ragazzi io sto a Bologna.”

Tre ore di domande registrate e mai sbobbinate.

Perché a un certo punto Pablo dice “Ragazzi, vorrei tanto scrivere un’altra canzone…”

“Vuoi scrivere una canzone su un testo che ho scritto, cioè vedi se ti piace, magari non ti piace, però leggiamolo che dici, prendo il post e te lo leggo, vediamo, ok?” dico io.

“Come no? Facciamola subito questa canzone.”

E così ogni volta che ci passo di sera, questo Mc Donald’s con le luci accese mi sembra più bello di un quadro di Hopper.

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La seconda è il divanetto dello studio di registrazione di Ferdinando, uno studio bello come il set di 2001 Odissea nello spazio. Qui è dove abbiamo inciso ExpoSong. 

Nella foto c’è Pablo colpito da un’amnesia musicale che non si ricorda il motivo del ritornello e Dario che cerca di ricordarglielo. Ma niente. Ed, ecco che mentre io sudo freddo, Dario si alza senza dire niente, entra in sala di registrazione, e comincia a cantare “Expopopoexpopopoexpo”.

Ferdinando lo registra.

Pablo allora si gira verso di me e dice “Però bravo Dario. Ma ragazzi cantatela voi questa canzone…no?”

Io “No”.

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La terza è l’anfiteatro di Parco Sempione.

Negli scalini della gradinata sono incastonate delle sedie di metallo. Ci sono delle sedie nelle sedie. Insomma è un “meta-anfiteteatro”. Qui il fine settimana vengono a suonarci i musicisti con i bonghi. Solitamente il direttore d’orchestra sta dove adesso c’è Pablo in piedi. Con la pancia scoperta e un cappello messicano. Sarebbe un bellissimo posto dove cantare ExpoSong.

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La quarta è la sedia del palchetto della Scala.

La donna è il fantasma della Callas che pare di aggiri per il teatro in cerca di vendetta per essere stata fischiata durante una delle sue ultime rappresentazioni. Le piace spaventare gli spettatori. Qui sorride. O ha in mente uno scherzo per Pablo o la canzone le piace.

…e infine c’è la quinta, è la sedia del futuro.

Il giorno in cui abbiamo registrato ExpoSong alla Siae era il 5-1-15 e il giorno in cui l’abbiamo lanciata era il 15-1-15. Mi sono convinta che il 5 c’entri con ExpoSong. E allora visto che ExpoSong è una canzone composta da domande, mi domando: quale sarà la quinta sedia?

Silvia mi scrivi un haiku per ExpoSong?

Ed eccolo, l’haiku:

Chi dice a Isa
che la nutria si mangia?
Expopopo…

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