#measachairinlibreria: Intervista a Corteccia (Milano)

Italia lamentosa, Italia con più di ottomila comuni, Italia come un puzzle di faccende impantanate ma anche di piccole, importanti spinte propulsive. Mi piace l’idea di raccontarne un pezzettino attraverso le librerie. Oggi sono a Milano e incontro Alice e Anita della libreria Corteccia.
Un incontro per nulla virtuale, dato che per tutto il mese, e anche oltre, ospitano i miei legnetti, le mie pigne, le mie foglie profumate… e un ciclo di laboratori sugli haku per gioco.

10805837_626750374098343_7869127472906275727_nSedetevi e diteci: chi siete e cosa fate?

Anita e Alice, stessa iniziale, stesso numero di lettere, stessa età (dai più o meno!), perfino gli occhiali sono simili. Varesotta una milanese l’altra, Anita dipinge quello che ha studiato e Alice ha studiato quello che Anita dipinge. Stessa dipendenza fisica dai libri, stesso fato che le trasforma in libraie, stessa deformazione professionale che le porta alla continua ricerca del senso estetico ed estatico che una pila di libri può concedere.
Stessa convinzione che non esistano i NON lettori, che bisogna essere educati al libro per non averne paura, per abbandonarsi liberi, per sgranare gli occhi come bambini.
E dai bambini decidono di partire, dall’incredibile universo che l’editoria per l’infanzia, quella stimolante e di qualità, è riuscita a creare. Perché è un mondo su misura per chiunque sia disposto a farsi piccolo in una realtà che ti vorrebbe grande a tutti i costi.
Stesso desiderio all’alba dei trent’anni di dare un senso alle proprie aspettative e quattro mura al proprio sogno e addirittura un nome.
Stessa caparbietà per credere che in questo preciso periodo storico così vorticoso e cannibale, possa esistere un luogo in cui il tempo è scandito dalle pagine voltate, in cui il profumo della carta ti inebria e in cui la cultura, i sognatori e le donne e gli uomini di domani possano sentirsi a casa.
Per noi Corteccia è casa!

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Descrivetemi il vostro progetto di libreria e tutto quello che vi gira intorno.

Per noi Corteccia è una realtà concreta che mette al centro di tutto il libro come oggetto, veicolo di cultura, forma d’arte e d’informazione. Non a caso ci siamo conosciute in una libreria. Questo ci ha portato a far incontrare i nostri sogni e ad intrecciare un rapporto di simbiosi che da sempre in noi, nelle nostre vite e nella nostra realtà, ha al centro i libri. A poco a poco cresce, diventa più robusta questa idea, più alta; l’ambiente in cui lavoriamo alimenta questo piccolo alberello e la crisi economica che ci tùrbina intorno non affievolisce il nostro impegno. Continuiamo ad annaffiare questa idea e la contempliamo da lontano ma i contorni sono ben definiti: libri per bambini di alta qualità con una particolare attenzione a nuovi e giovani illustratori che troverebbero terreno fertile per far conoscere i loro disegni. Ma non dimentichiamoci dei grandi! Un’attenta selezione di libri d’arte, fotografia e design farà da corollario al mondo dei piccoli. Ognuno troverà il suo spazio!

Vi sentite reduci, avanguardiste, realiste, folli visionarie?

Ci sentiamo decisamente folli visionare. Folli, così ci definiscono gli altri, visionarie perché attraverso Corteccia abbiamo immaginato il nostro futuro…e ha proprio un bell’aspetto!

Qual è il contesto sociale e culturale in cui è inserita la libreria? Offrite servizi che possono anche interessare i cittadini che non abitano nelle vicinanze?

Lo sappiamo bene, viviamo in un epoca dove non ci basta mai nulla. Sappiamo anche che il mondo dei libri ha tanti concorrenti e siamo consapevoli che la crescita di un bambino oggi è supportata da molta tecnologia. Ma noi vogliamo affermarci in un mercato che sappia trovare un equilibrio tra tutto: carta e tecnologia, tv e lettura, informazione digitale e chiacchiere in un caffè. Perciò pensiamo la nostra libreria come un laboratorio per la mente. I nostri sono clienti coinvolti, che hanno voglia di partecipare, condividere, e sognare con noi. Prendono parte alla vita di Corteccia e ai nostri appuntamenti: incontri per le mamme (filosofia infantile, fisioterapia per neo-mamme, massaggio neonatale, metodi di lettura e scrittura di favole), presentazioni di libri, laboratori ispirati ai vari periodi dell’anno, serate di lettura, corsi dedicati ai mestieri di una volta, feste di compleanno. Vogliamo che Corteccia sia il luogo del cuore per le mamme e i bimbi del quartiere, i nonni e le nonne, e poi gli studenti, gli studiosi e gli appassionati.

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Due parole sulle vendite on line. O anche tre.

Comoda, utile, fredda…Ci piace avere persone da consigliare che curiosano tra gli scaffali!

La vocazione di aggregatore di scambi sociali e culturali di una libreria può generare reddito? Cosa diciamo a quegli utenti che partecipano con entusiasmo ad ogni iniziativa gratuita senza mai acquistare un libro?

Sicuramente è stimolante creare degli appuntamenti che ruotino attorno alla vita della libreria, e questo può anche aiutare a livello economico in piccola parte. Avere utenti entusiasti è sempre una soddisfazione, ci piace pensare che la scelta di un libro nasca da un impulso, un desiderio…vendiamo storie e mondi, non si può imporne l’acquisto.

Il bambino e la libreria. Quali esperienze avete? Mi piacerebbe ascoltare un racconto tra teoria e pratica.

Corteccia nasce come una libreria dedicata ai bambini e al loro universo (anche se strizziamo l’occhio a chi bambino lo è stato un po’ di tempo fa…). La nostra idea è quella di uno spazio dove chiunque entri si senta a casa e ci piace moltissimo vedere come i più piccoli la prendano alla lettera. Entrando infatti si tolgono il cappotto (a volte anche le scarpe) e si siedono a disegnare o a giocare o a leggere. Sicuramente lo spazio deve essere vissuto anche da loro, abbiamo lasciato a portata di mano i libri più robusti, come i cartonati, in modo da poterli sfogliare senza problemi. Devono imparare a tastare con mano e ad abituarsi al libro anche come oggetto concreto, sentirsi liberi di muoversi e di scoprire!

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Con che criterio scegliete le proposte librarie? Avete specializzazioni, manie, tabù?

La scelta è sicuramente dettata dal nostro gusto personale, la nostra esperienza di libraie e la nostra passione come lettrici ci ha portato ad avere un rapporto profondo con i libri, ci piace sfogliarli, sceglierli con cura, andare alla ricerca di piccole case editrici o di pubblicazioni di qualità. Ci piace avere gli occhi spalancati su questi infiniti mondi e perderci all’inseguimento di questo o quell’illustratore o alle mille versioni di una favola. È divertente e stimolante. Per il momento l’unico tabù è la povera Peppa Pig baluardo e capro espiatorio di una certa editoria usa e getta…ma se qualcuno non ne può fare a meno, la ordiniamo!

C’è uno spazio accogliente per la consultazione? Parlatemi delle sedie, delle poltrone!

Corteccia è piccolina (40mq) è arredata prevalentemente in legno e ospita una zona lettura e una zona gioco anche se lo spazio per la consultazione è un po’ ovunque. C’è chi si accomoda sulle seggioline di legno lillipuziane, chi sceglie di galleggiare sul nostro drago “Leone” gonfiabile, chi (soprattutto i più piccoli) si lascia tentare dalla nostra spianata tuffandosi, sdraiandosi, rigirandosi tra i cuscini, e chi opta per la Signora Anna la sedia 4870 di Kartell, verde bella e molto comoda!

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Se la vostra libreria fosse una seduta, sarebbe…

Il tronco di un albero in mezzo alla radura

Regalateci una sedia della vostra vita (un’immagine, un ricordo…)

Sedie piccole, ma comode, di paglia e legno. Per noi sono sinonimo di pausa, relax, incontro. Sono solo tre e stanno intorno a un bel tavolino rosso, le usano i bambini per colorare, le usiamo noi per fare la nostra pausa pranzo da Corteccia e per far accomodare i nostri ospiti. Da lì il mondo ha tutta un’altra ottica…migliore!

Info:

> la pagina facebook di Corteccia

Ringrazio Isabella Musacchia di Onalim e Corteccia per le fotografie.

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4 pensieri su “#measachairinlibreria: Intervista a Corteccia (Milano)

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