#measachairinlibreria: Intervista a iocisto (Napoli)

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via Cimarosa, 20 Napoli

crowdfunding

Ci sono le librerie che chiudono, le librerie che si lamentano, le librerie che si reinventano. Poi ci sono gli iocistiani, una galassia a parte. Gli iocistiani sono pacifici e socievoli. Uno di loro è amico mio, si chiama Carlo Porrini e ci spiega cos’è iocisto. Molto più di una normale libreria al Vomero, pare.

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Siediti e dicci: chi sei e cosa fai? In senso aaampio…

Sono una libreria, e mi chiamo iocisto. Ma hai ragione, lo sono in senso aaaampio, molto ampio. Nata dall’idea di alcuni, tirata su da un sacco di persone. In 700 mi hanno aiutato a crescere, associandosi, 100 mi danno la poppata ogni giorno e mi cambiano i pannolini. Perché sì, sono piccolina, ho sei mesi. Per il momento faccio sorrisi smaglianti, sperando di essere ricambiata, ma prometto bene, sono sveglia e attenta a quello che mi succede intorno.

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Descrivimi il vostro progetto di libreria e tutto quello che vi gira intorno.

il progetto è nel nome. Iocisto, la libreria di tutti. Un grande gruppo di persone, una associazione. C’è di tutto dentro, e gira tutto vorticosamente. Mille anime diverse convivono. La cosa difficile è darci un volto, una identità definita. L’elemento che ci unisce è l’energia. Può sembrare retorica, non lo è. Basta entrare in libreria e si sente, potente.

Vi sentite reduci, avanguardisti, realisti, folli visionari?

Ci sentiamo vivi. Le librerie che chiudono sono librerie morte. Noi, finché dura, finché avremo idee, andremo avanti. Probabilmente sì, siamo avanguardisti, un modello che altri proveranno a seguire. Speriamo per loro e per noi che questo modello funzioni.

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Qual è il contesto sociale e culturale in cui è inserita la libreria? Offrite servizi che possono anche interessare i cittadini che non abitano nelle vicinanze?

Il Vomero è un quartiere enorme, grande quanto una media città italiana, borghese, un po’ addormentato, pigro. Quasi non se ne è accorto, che hanno chiuso quasi tutte le sue librerie. Stiamo provando a svegliarlo con eventi, corsi, letture, iniziative che si proiettano anche all’esterno della libreria. Una di queste è la libreria diffusa, se la gente non verrà in libreria troverà libri negli altri negozi. Libri di viaggi nei negozi di valigie, di informatica in quelli di computer, di bricolage nelle mercerie, e così via. Il libro diventerà invadente, chiassoso, vorrà attirare l’attenzione.

Due parole sulle vendite on line. O anche tre.

Ci stiamo pensando.

La vocazione di aggregatore di scambi sociali e culturali di una libreria può generare reddito? Cosa diciamo a quegli utenti che partecipano con entusiasmo ad ogni iniziativa gratuita senza mai acquistare un libro?

A loro diciamo benvenuti, prima o poi troveranno il libro che fa per loro, che li rapirà. Una libreria deve essere principalmente un polo d’aggregazione e di cultura. Se non lo è diventa un supermercato dei libri. E poi siamo coinvolgenti, chi viene spesso da noi, in particolar modo chi partecipa con entusiasmo, si associa e contribuisce attivamente allo sviluppo della libreria.

Il bambino e la libreria. Quali esperienze avete? Mi piacerebbe ascoltare un racconto tra teoria e pratica.

I bambini sorprendono, sempre. Qualche giorno fa un bambino è venuto a partecipare ad uno dei nostri laboratori teatrali. Se ne è tornato a casa con il nostro attestato di partecipazione, che conteneva un implicito arrivederci. Lui l’ha preso sul serio e il giorno dopo si è presentato in libreria accompagnato da mamma, nonna e sorella, rivelando un incredibile gusto e attenzione nello scegliere i libri che si è poi portato a casa. Per i bambini i libri sono importanti più che per noi, e possono essere anche una festa.

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lui li ha già letti tutti e ora, giustamente, riposa

Con che criterio scegliete le proposte librarie? Avete specializzazioni, manie, tabù?

Diamo la massima attenzione ai piccoli editori che sfornano prodotti di qualità, a quelli che fanno fatica a fare il loro mestiere perché lo vogliono fare bene. Ci sembra il minimo, visto che sappiamo quanto sia difficile farlo. Specializzazioni no, tabù neanche, ma sicuramente abbiamo una passione per i libri belli, quelli illustrati, e per quelli che parlano della nostra città. Però il nostro libraio capo, Alberto Augh Della Sala, ha una vera mania per i libri d’antiquariato. Ha dedicato una intera sezione della libreria a questo tipo di libri.

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C’è uno spazio accogliente per la consultazione? Parlatemi delle sedie, delle poltrone!

Quella con le sedie è stata una vera e propria battaglia. Una schiera di sedie ikea impilabili che non volevano assolutamente farsi montare. Scene epiche, con avvitatori alla mano, lotte all’ultimo bullone. Se vedi il video della nostra campagna di crowdfunding

… potrai notare facce stanche e sorrisi trionfali. E in qualche foto, gente distrutta che dormiva sull’enorme puff a goccia che gironzola inquieto per la libreria. Non si sa mai dov’è, ogni tanto si sposta verso nuovi libri, nuovi scaffali.

Se la vostra libreria fosse una seduta, sarebbe…

Una seduta monstre. Sicuramente in materiale riciclato, perché siamo attenti all’ambiente. In cartone, presumo, giusto per contiguità con il nostro amato libro. E poi modulare, un po’ sgabello, un po’ divano, che si adatti alle esigenze. Sicuramente mobile, con un bel po’ di rotelle sotto, che non stiamo fermi mai. L’hai mai vista tu che te ne intendi una seduta così? Se l’hai vista diccelo, che la prendiamo subito per la libreria!

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Regalateci una sedia della vostra vita 

La sedia simbolo? Quella da montare, per chi arriverà.

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Info:

> Io ci sto 
> pagina fb
> crowdfunding

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