Il Borgo dei Cartai. Un’intervista tipofila.

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Ah! che porto sicuro il gruppo facebook dei Tipofili! Materiale interessante, modi garbati, sinergie. Il tipo di web che migliora l’umore e attiva le sinapsi. Qualche giorno fa proprio lì ho letto de Il Borgo dei Cartai di Subiaco e ho pensato: coraggioso, sa di antico, di presente e di futuro. Approfondiamo. Di seguito le chiacchiere con uno dei portavoce – Marco Orlandi – e tutti i riferimenti per sostenere il progetto. Che è bellissimo, proprio un sogno tipofilo.

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Siediti e dicci chi sei, cosa fai?

Sono Marco Orlandi e dedico la mia attenzione alla Meraviglia, a costruire oggetti, immagini e parole che possano affascinare, meravigliare. Ho pensato di fare l’artista per molti anni poi un giorno ho deciso che c’era qualcosa di più importante dei miei dipinti, delle mie poesie, dei miei oggetti e da allora ho dedicato il mio tempo ad un artigiano che custodisce il prezioso patrimonio delle tecniche della Stampa e della Carta che nella mia città hanno avuto un passato glorioso.

Il progetto “Il Borgo di Cartai”, da quello che ho letto e visto, mi piace molto. Potresti descriverlo brevemente a chi ci legge?

Il Borgo nasce da quelle attenzioni che dicevo, dal desiderio di far rivivere la Storia della Cartiera di Subiaco, nata nel 1587 e chiusa nel 2004. Non abbiamo accettato questa chiusura ed abbiamo ideato prima il Museo della Stampa, che il Comune di Subiaco ci ha scippato e trasformato in un ibrido inutile dopo che avevamo ottenuto un finanziamento di 750 mila euro, ed ora, in seguito a quella esperienza, Il Borgo dei Cartai, un Museo Laboratorio – Centro formazione arti e mestieri, nel quale saranno ricostruiti i macchinari della cartiera così come erano nel 1800. Lì produrremo carta a mano ed oggettistica con ricette antiche.

E’ interessante l’idea di “Museo vivo”, un luogo che non solo custodisce la memoria, ma tramanda anche il fare nel presente attraverso il Centro di Formazione. Che figure professionali formate? Da figlia di artigiano, mi incuriosisce la figura dell’artigiano contemporaneo… ma esiste davvero o è un essere mitologico di cui si parla sui social?

L’ASSOCIAZIONE L’ELICE, che presiedo, sta ricostruendo il tessuto del Fare, del Sapere e del Far Sapere. Stiamo mettendo insieme le competenze, le maestranze e le storie del mondo della Carta e della Stampa per riattivare un circuito artigianale del quale la nostra cara Subiaco ha vissuto per cinque secoli. Saranno insieme cartiere Artigiane e Rilegatori, Maestri cartai ed Incisori, Calligrafi e Miniaturisti per proporre un modo nuovo ed innovativo di pensare al fare, al creare e soprattutto a condividere.

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Parliamo ora dei laboratori. Mi pare che ci sia un gran bisogno di esprimersi attraverso la manualità, sia da parte del mondo creativo per mestiere, sia da parte di persone che fanno tutt’altro. Cosa proponete?

Proponiamo un’idea di manualità come veicolo per recuperare attitudini creative, per manifestare un bisogno di partecipazione e di espressione che giace in ognuno. Attraverso il fare desideriamo far conoscere tecniche e cultura artigianale del mondo della Stampa e della carta. Proponiamo corsi diversificati per principianti, per appassionati, workshop e laboratori esperienziali. Stiamo accreditando la nostra struttura in regione Lazio come centro di Formazione Arti e Mestieri

Che tipo di visitatori ti aspetti? Pensate anche percorsi per famiglie e bambini o siete concentrati sugli addetti ai lavori e gli appassionati?

La formula che stiamo adottando è quella dell’Artiturismo, del proporre cioè una vacanza che possa attrarre famiglie, studenti, scuole, appassionati e per questo abbiamo pensato a livelli differenti di pacchetti che vanno dalla semplice visita con laboratorio, al workshop, al corso di studi settimanale. La differenziazione della nostra attività in tre diverse realtà ci consente di attrarre ogni fascia di età ed ogni tipologia di utenti.

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In che territorio si inserisce il progetto? Cosa trova il “turista tipofilo” nei dintorni? Te lo chiedo perché senza il supporto di una rete di collegamenti, di strutture ricettive, di altre mete interessanti, temo che quest’idea brillante rischi di non essere valorizzata. Troppo spesso si nota che l’Italia ha piccoli meravigliosi musei poco conosciuti ed è davvero un peccato. Non conosco quei territori, raccontameli.

Il Borgo nasce a Subiaco, una cittadina ad est di Roma sulla via Tiburtina, nel bellissimo contesto dei Monti Simbruini. E’ attraversata dal Fiume Aniene e scelta per la sua bellezza paesaggistica già dall’Imperatore Nerone per una sua lussuosa Villa, della quale sono testimonianza ruderi e colonnati utilizzati per le costruzioni dei Monasteri. Subiaco è stata la Culla del Monachesimo occidentale per opera di S. Bendetto che vi fondò tredici monasteri, dei quali resta Il Sacro Speco, uno dei più belli al mondo, definito dal Petrarca “limen paradisi” per la straordinaria bellezza, meta di visitatori da tutto il mondo e quello di S. Scolastica, nel quale fu impiantata la prima tipografia italiana e stampato, nel 1465, il primo libro a caratteri mobili che si conosca nel nostro paese. Di quella tradizione si conserva una delle undici Biblioteche Monumento Nazionale, nella quale è possibile ammirare oltre alle eccellenti architetture, preziosi ed unici incunaboli. Subiaco ha l’unica stazione sciistica vicino alla Capitale, Monte Livata, montagna bellissima che si pregia di eccellenze paesaggistiche e naturalistiche tali da essere inserita nel Parco Naturale Monti Simbruini. A Subiaco nacque Lucrezia Borgia e suo fratello Cesare, nella Rocca Abbaziale che sovrasta ancora la città e che era residenza papale per 4 secoli della quale restano affreschi e decorazioni uniche.

Decisamente mi hai convinto… Fino ad ora siamo stati serissimi, ora però ti toccano le domande-gioco. Tu che sedia sei?

La Chaise Longue di Le Corbuser

Hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?

Assolutamente si, in genere tendevo a sedermi sulle competenze altrui.

Ci regali una sedia della tua vita?

In un periodo della mia vita mi sono seduto sulla sedia della tranquillità, per timore del rischio, della novità, dell’ignoto, che mi ha tenuto bloccato ed immobile.

Concludiamo segnalando che il progetto Il Borgo dei Cartai è sostenuto da una campagna di raccolta fondi. La contropartita mi pare particolarmente interessante, la ricordiamo?

Offriamo a chi sostiene il nostro progetto gadget, corsi, laboratori, ospitalità, in cambio di piccole somme (anche grandi però…). Alcuni esempi: Corsi di Cartaio, Rilegatoria, Calligrafia, Disegno, Acquerello ed anche agende, carta da disegno, da lettera. Ma soprattutto la bellezza di partecipare e condividere il fascino della nostra storia.

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Info:

> il Borgo dei cartai: il sito

> il Borgo dei cartai: la pagina fb

Il Borgo dei Cartai: raccolta fondi su TakeOff

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