A salvarsi

Persone in transito. Siedono, chi sulla panchina in marmo del mezzanino (Milano, Stazione Centrale) chi più defilato, per terra. Arrivano a ondate, vengono assistiti, dormono in centri approntati per l’emergenza. Burocrazia. Se riescono, ripartono verso il nord Europa. Così da mesi, ma mi rendo conto anche solo vagamente di cosa significhi tutto ciò seguendo il gruppo facebook dei volontari del comune e andando a vedere di persona, ora che il mio tempo solitamente su binari mi concede di deviare.

Emotività, mettiti tra parentesi. Occhi, non guardate troppo i visi di queste donne belle di bellezza vera, quieta. Non hanno tempo per l’ansia o non hanno più le forze, loro stanno. Qualcosa succederà, il futuro è sempre meglio del passato. Centinaia di storie tutte diverse e tutte un po’ uguali, l’istinto comune a salvarsi. Il loro e anche il mio, che passo per dare un senso alla mia giornata trascorsa tra mortivivi. Qui vita ce n’è, nella quiete dell’attesa, e non occorre scomodare una descrizione dei bambini visti – denti bianchissimi, occhi enormi, palloncini, ciabatte – ogni parola sui bambini suona solo retorica. Mi concentro sulla pazienza degli adulti e sui loro pensieri intangibili. Giovani uomini siedono sul marmo e mi sembrano leoni.

Info:  gruppo fb dei volontari del comune che gestisce la fascia oraria mattutina, ore 9-12. Non portate vestiti e oggetti in Stazione perché non hanno posto, fate riferimento ai centri di raccolta indicati sulla pagina fb.

 

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immagine Newpress, presa da questo articolo de Il Giorno

 

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5 pensieri su “A salvarsi

  1. Sono situazioni drammatiche che vivamo solo marginalmente e il più delle volte non ci facciamo coinvolgere. Per fortuna non è sempre così.

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