Da sedia nasce sedia nasce sedia nasce sedia nasce sedia…

In questi giorni sono un po’ come questo poster creato da Armin Hofmann per Herman Miller: un accumulo di sedie stilose. Spero di mantenere l’equilibrio, che tutto questo vortice di contatti s’appoggi ben bene sul terreno. 
Herman Miller – Eames Chair 
Poster by Armin Hofmann 
1962
immagine da qui
Le giornate sono incastri di elementi molto, talvolta troppo diversi. Sto scomoda e sbilenca e devo ricorrere all’arte di Beatrice Alemagna e al suo Malfatto Capovolto per trovare i vantaggi di una visione a testa in giù.
Ammetto che non mi viene sempre benissimo. 
Herman Miller 
Poster by Don Ervin 
1961
Son vantaggi che si notano a posteriori, di solito, che quando si è nel mezzo del niente si vorrebbe solo scivolare via approfittando delle rotelline. Rotelline in un ufficio, il mezzo di locomozione più pratico tra l’armadietto dell’archivio e la cassettiera con le cartelline arancioni. Rotelline, se voi sapeste…
Sketch – Bill Stumpf, 1989
Intanto, sto.
Osservo, clicco, laiko.
Mi dico “amica” un po’ di tutti, di quell’amicizia non implicante dei social network. 
E – udite udite – Measachair è entrato ufficialmente nel database degli uffici stampa degli eventi culturali. Non siamo ubique, non esageriamo suvvia, ma nemmeno perdiamoci di vista eh? Troviamo una via di mezzo, che non si dica che le sedie sono snob, se c’è qualcosa da cogliere la si coglie ben volentieri compatibilmente con gli incastri di cui sopra.
Detto tra noi, qui col primo sole convinto si ha una gran voglia di lasciare l’impronta tra le margherite. E credo di poter parlare anche a nome di quella, tra noi due, che in questo momento è arrampicata su un albero a raccogliere ciliegie.
Ma noi non si era sedie pigre, una volta? 
Info:

> altri bellissimi manifesti della Herman Miller qui
Annunci