La Poltrona Rilassata. Torino, #open4bloggers

Come raccontare l’esperienza torinese? Rispetto all’esperienza milanese è stata una passeggiata in relax, meno chilometri nelle gambe, meno incognite, meno fotografie da scaricare e riorganizzare. 
Record di visitatori al Salone del Libro quest’anno, e si vedeva. Una ressa indicibile che mi ha tolto ogni voglia di esplorare gli stand. Lo spazio Lounge del Circolo dei Lettori era un’oasi, frequentatissima, ma pur sempre un’oasi. Qui la vedete alle dieci del mattino, ancora abbastanza vuota…
In realtà il ritmo della giornata è stato simile a questo… 
… per tacer di quando è arrivato Carlo Cracco. Segno dei tempi l’intensificarsi del brusio all’arrivo di uno chef in una fiera che dovrebbe essere centrata sull’editoria, ma non me ne sono troppo curata perché l’amica Isabella Musacchia stava presentando Onalim. Diamoci delle priorità. 
Questa volta eleggo questa come seduta simbolo: il relax fatto poltrona.
Relax, perché tutto mi è sembrato facile. Confortevole. Le occasioni per raccontare Measachair mi servono molto, mi danno modo di razionalizzare e di vedere, anche, le potenzialità di questo nostro gioco. Dunque grazie a Open che per la seconda volta mi ha fatto pensare e parlare in un contesto stimolante. 

Qui sopra Pino Pace, Chiara Lorenzoni e Pamela Pargolini, a cui forse devo la bella fotografia di noi in versione Vate Smemorato, Fatina dei PDF e MagaC che invece ho piazzato qui sotto.

Chiara s’è prestata a una mini intervista, Pino ha parlato di biciclette e haiku citando anche Vasco Rossi, io sono riuscita ad infilarci Bichsel, s’è parlato di mescolanza, scrittura, giochi di parole, leggerezza. Gli amici in prima fila ci hanno anche raccontato che sedia si sentivano.  
Insomma, tanti sorrisi e ghiaccio sciolto.
Perciò ora la chiudo con queste autocelebrazioni e mi rimetto al lavoro.
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