Parchi inclusivi, due mamme, due faccini sorridenti. Un’intervista per quattro.

Citando il modello ICF:
“la disabilità è il concetto che indica gli aspetti negativi della relazione
fra individuo e ambiente”
(fonte: Minnie Luongio, Antonio G. Malafarina, Intervista col disabile, Franco Angeli ed).

Arredo urbano, panchine, spazi pubblici, altalene, gioco: tutti terreni che ci competono. Oggi parliamo di parchetti e giochi per tutti, di inclusione, di rete dentro e fuori dal web.

Chi conosce Claudia Protti, autrice del blog Mamma Claudia e le avventure del Topastro, sa bene che non è mai stata persona dedita solo allo scrivere e alla contemplazione. Lei è una che fa e oggi la sua presenza su internet è sempre più legata alla promozione di iniziative sul territorio e all’informazione su cause sociali, con un’onestà intellettuale davvero degna di nota.
Ecco di seguito la nuova avventura di Claudia, a cui si uniscono anche Raffaella, Samuele e Cristian. Buona lettura.
 
 
 

Sedetevi e diteci: chi siete e che cosa fate?

Siamo Claudia e Raffaella, due mamme romagnole.

Claudia: io vivo a Viserba, (vicino Rimini), e sono mamma di Samuele, un Topastro birichino di quasi 7 anni. Sono separata, ho un lavoro part-time e nel tempo libero mi piace leggere, scrivere, fotografare e partecipare ad eventi locali. Da diversi anni sostengo Famiglie SMA ed è proprio grazie a questa associazione e un’amica web in comune che ho conosciuto Raffaella.

Raffaella: io abito a Santarcangelo di Romagna, ho due figli, Cristian (6 anni e mezzo) e Mattia (18 mesi), un marito, Tomas, una gatta, Titty. Lavoro part-time per avere il pomeriggio libero e seguire Cristian con la fisioterapia, piscina, visite etc. Mi piace tantissimo leggere, ricamare… ma il tempo per me stessa è molto poco.

Cosa combinate insieme?

I progetti sono due. Uno è un piccolo sogno: vorremmo che le amministrazioni locali di Rimini e Santarcangelo installassero qualche gioco accessibile nei parchi gioco della nostra accogliente Romagna così che tutti i bambini, indipendentemente dalle loro abilità e capacità, possano giocare insieme.
L’altro progetto è più ambizioso e vasto: abbiamo creato la pagina facebook Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini con lo scopo di sensibilizzare quante più persone possibili riguardo i parchi gioco inclusivi e i giochi, meravigliosi, che possono essere utilizzati da tutti i bambini, anche quelli con disabilità. Purtroppo poche persone conoscono questo tipo di giochi e di parchi che in effetti sono ancora molto rari. In Italia ce ne sono pochi ma ogni tanto arrivano buone notizie su progetti in corso e questo ci rende felici. Siamo solo due mamme e forse non possiamo fare tanto ma ogni volta che una persona clicca “Mi Piace” sulla nostra pagina noi esultiamo perché è una persona in più che si è resa conto che tutti i bambini hanno gli stessi diritti, tra cui quello importantissimo al gioco, e magari ne parlerà ad un amico, un parente, un conoscente. In poco più di un mese la nostra pagina ha già raggiunto 3.700 followers. 3.700 persone che sanno che esistono i parchi gioco inclusivi. La speranza è che il nostro esempio, la richiesta di installare nei parchi giochi adatti a tutti, sia seguito da tanti cittadini di diversi comuni perché i parchi inclusivi diventino presto meno rari.
Potreste indicarci qualche esempio di giochi per tutti? Naturalmente consideriamo l’altalena una seduta e perciò questo discorso è perfettamente coerente con il nostro blog!
Se parliamo di sedie/altalene ti possiamo parlare dell’altalena a cesto che in questi ultimi anni si vede spesso nei parchi o nelle spiagge. Questo tipo di altalena, che sembra un nido, è più adatta di una classica a tavoletta perché può essere utilizzata anche da un bambino con una ridotta capacità motoria che non riesce a mantenere l’equilibrio su una tavoletta di legno o plastica ma si può accomodare nel cestone o sdraiarsi insieme ad altri bambini e dondolare.
sulla destra un’altalena a cesto
installata nel Comune di Priverno (Lt) – fonte: web

Un altro esempio sono i pannelli sensoriali posizionati in modo che siano utilizzabili anche da chi è seduto in carrozzina. Ne esistono di tantissimi tipi: giochi matematici, labirinti, musicali e altri che riproducono volanti o timoni di navi.

E poi la classica casetta con l’accortezza delle porte ampie che permettano l’ingresso anche a un bimbo in carrozzina che può accomodarsi di fianco ad altri bimbi seduti su una piccola panchina e tutti insieme possono fingere di cenare e raccontarsi storie.

Cosa vi sta insegnando questa esperienza insieme e nella rete?

 
Claudia: è una bellissima ed eccitante avventura! Durante il giorno ci scambiamo messaggi su nuove idee ed aggiornamenti ed esultiamo come due bimbe quando qualcuno pubblica un nostro post, articolo o link alla pagina. E’ un progetto che abbiamo molto a cuore e quindi, anche se un pochino impegnativo, ci dà tanta soddisfazione! Io vivo in rete da tanti anni (il mio blog è online da gennaio 2010) e lo trovo un posto stupendo oltre che interessante perché viviamo ormai in un’era molto digitale e la comunicazione si avvale anche dei social network per trasmettere messaggi a tutti. In rete ci sono tante belle persone e moltissime ci hanno dato una mano a far conoscere la nostra pagina. Ci sono anche persone che ci fanno domande, in privato, chiedono consigli… La rete è un cerchio: prendi e dai.
 
Raffaella: che sono una frana con la rete!!! scherzi a parte (una frana lo sono veramente, per fortuna c’è Claudia l’esperta di blog & Co.), quando Claudia mi ha proposto di aprire una pagina facebook non mi sarei mai aspettata tante soddisfazioni! Anch’io nel mio piccolo sto facendo qualcosa di grande e con l’aiuto di un’amica è tutto più bello e semplice, non che non sia difficile, soprattutto dovendo conciliare famiglia-lavoro-casa-terapie-amici-scuola, mi capita di andare a dormire tardissimo per conciliare tutto, ma la soddisfazione del primo messaggio della giornata che mi aggiorna sui followers, commenti, condivisioni e/o novità della nostra pagina ripaga tutto.
su questa altalena possono salire i bambini con carrozzella
(fonte)

Ora giochiamo al gioco delle sedie, chiamate anche i bimbi se ne hanno voglia! La domanda è bizzarra: voi che sedia siete?

 
Claudia: un divano perché sono pigra e mi piace guardare la tv semisdraiata o leggere un libro spaparanzata con cuscini e copertina. In estate potrei essere un lettino da spiaggia sotto a un ombrellone che mi ripara dal sole e l’immancabile libro.
 
Raffaella: come Claudia, vista la mia indole anti sportiva… sono un bel divano morbidoso con penisola!!!
 
Samuele: io vorrei essere una sedia perché è alta. Perché così i bimbi che sono bassi possono sedersi in una sedia alta per arrivare al tavolo.
 
Cristian: io sono uno sdraio, perché mi piace stare steso al mare al sole (nota di Raffaella: ma se al mare non si stende mai!).
 
Vi vedete più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sedervi? 
 
Claudia: Dipende dai periodi e dalle persone. Credo mi sia capitato sia di essere una sedia che alla ricerca di una sedia su cui riposare, sfogarmi e trovare sollievo.
 
Raffaella: sono sia l’una che l’altra, anche se in questo momento sto cercando disperatamente una sedia su cui fermarmi un po’!
 
Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?
 
Claudia: Sì! Una sedia è un oggetto che permette di riposarsi, rilassarsi, abbandonarsi e sfogarsi. Le sedie sono le amiche che ti ascoltano, ti sostengono e ti incoraggiano ma, come dicevo prima, a volte si è sedia e a volte persone in cerca di una sedia.
 
Raffaella: per fortuna si! ho qualche poltrona-amica in giro fuori casa, copertina inclusa, che mi aspetta per una coccola, un urlo per sfogarmi, una lacrima o solo per un po’ di silenzio!
 
Ci regalate una sedia della vostra vita? 
 
Claudia: la mia sedia è un’altalena a quattro posti, (due a destra e due a sinistra, di fronte), di quelle di una volta, in ferro. Era nei giardinetti vicino casa dove abitavo da piccola e in estate, quando dalla Brianza arrivavano le mie due cugine, ci piaceva tanto dondolare insieme. Loro, io e mia sorella, cantando a squarciagola le canzoni dei cartoni animati… Credo che mio zio, che dipingeva, abbia un quadro in cui ci ha ritratte tutte e quattro su quell’altalena.
 
Raffaella: una panchina di legno del parco. Un po’ scomoda ma versatile: stesa, seduta sullo schienale… Per tante estati, da ragazzina, è stato il punto di ritrovo con gli amici, per le chiacchierate con le amiche, per aspettare quel ragazzo così bello…
 
Cristian (sotto sua dettatura): Ho costruito una sedia magica con i Lego che la possono usare tutti i miei amici con la Sma e possono sedersi e chiedere un’altalena che possiamo usare anche noi con la Sma con lo schienale rosso così non cado indietro e le cinture rosse come quelle della macchina per legarmi così non cado in avanti e una casetta grande per entrare con la carrozzella e preparare da mangiare al bar con i miei amici.
 
Samuele: a Samuele non piace molto disegnare, neppure rispondere alle domande, così gli ho chiesto se poteva costruirmi una sedia con i Lego e lui ha creato una sedia volante su cui, mentre si viaggia, si mangia la pizza!


Info:

 
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5 pensieri su “Parchi inclusivi, due mamme, due faccini sorridenti. Un’intervista per quattro.

  1. Corro a cliccare un mi piace. Mia figlia al parco ci vivrebbe e se non potesse usare i ģiochi a disposizione sarebbe più che triste, sarebbe un'ingiustizia, una discriminazione e io sarei agguerrita.

  2. Diffondere, perché queste sono problematiche di cui ti accorgi solo quando sei costretto a viverle, altrimenti uno non ci pensa.
    Diffondo.

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