Eugenio, stai attento con l’ascia!

Eugenio, ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere 
o alla ricerca della sedia su cui sederti?

“Sono sempre la sedia su cui gli altri si possono sedere, ovvio. Io entro in una stanza, diciamo che c’è una festa, e taaaac, eccone uno subito che si siede su di me. E comincia a parlare parlare parlare, mi travolge con i fatti suoi, le frustrazioni, gli amori malmessi e le ambizioni fallite. Io vorrei mangiare i salatini e le pizzette – sono ghiotto di pizzette – ma c’è questo tizio pesante che sta seduto su di me, non si schioda”.

Povero Eugenio. Caro bravo ragazzo educato, Eugenio. Tesoro, qui sei tra amici, sei libero. Parla. Che faresti a quella sedia che tutti vedono in te?

immagine da qui

Bravo, Eugenio, fa sempre bene chiamare le cose con il loro nome. E adesso tu che sei creativo, trasforma la tua rabbia in qualcosa che almeno ci stupisca.

immagine da qui
Benissimo Eugenio, eravamo certe che avresti fatto un lavoro di fino.
Ora fai un bel sospirone, pulisci per terra e rimetti tutto in ordine. Quando avrai finito, avrai le tue pizzette. 
(dettaglio)

Da leggere ascoltando i Pink Flyd: Careful With That Axe Eugene.
Grazie a Sybille Kramer per lo spunto : ) 

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