Intervista a Chiara Musso

Non ci siamo mai incontrate di persona, io e Chiara Musso. Ci ha presentate Anna Morchio per il suo progetto La Bottega delle Favole e il nostro incontro per ora solo virtuale ha prodotto questo:


Mi ci siedo trallallà,
Le filastrocche di Measachair
scaricabili qui

Chiara ne ha curato le illustrazioni, elaborando uno stile divertente e creando, in copertina, il proprio autoritratto. Mi ha spiegato che lei si sente così, come la sedia patchwork che ha inventato. Poi, al solito, le chiacchiere sono andate oltre il progetto, si sono fatte personali e hanno rivelato una donna bellissima, con una vita piena e non proprio facile. E mi pare di vederla, con quegli occhi smisurati e trasparenti, che si infervora e gesticola e si commuove. La presento anche a voi.



Siediti e dicci: chi sei? che cosa fai?

Ciao Silvia! E buongiorno a tutti soprattutto a coloro che hanno voglia di perdere un po’ del loro tempo per leggermi, visto che questo mondo corre troppo veloce e che, soprattutto, la nostra vita sta diventando troppo frenetica. Ora mi siedo ma continuo a muovermi, quando parlo spesso gesticolo, non sono mai completamente ferma… domanda di riserva? Scherzo! Mi chiamo Chiara, ho 40 anni e forse di testa ne ho molti meno… Sono una persona allegra, poliedrica, camaleontica e nella vita, ultimamente, sto cercando di uscire da un cassetto troppo stretto, un po’ come ha fatto il genio di Aladino rinchiuso nella sua lampada! Sempre di corsa, divisa tra figli, lavoro e le beghe quotidiane, faccio di tutto per mantenere vive le mie passioni: la grafica e l’arte. Sono una grafica freelance e cerco di essere creativa in tutte le cose che faccio, a beneficio mio e dei miei clienti.

Facciamo un’ipotesi che riguarda il tuo lavoro. Se potessi decidere tu per chi e come lavorare, cosa ti immagini? Sparala grossa, stiamo sognando! 

Mi piacerebbe essere munita di zainetto e scarpette comode e girare il mondo senza meta per colorarlo, migliorarlo, dipingere il sorriso sulla bocca di tutti, reinventare gli obbrobri architettonici… Magari anche reinventare e “rivestire” le persone, anche solo nell’abbigliamento, spesso vedo abbinamenti assurdi, inguardabili! E invece vorrei vedere tutto il mondo in armonia, vivace o nei toni autunnali, ma tutto in sintonia…
Parlando seriamente, mi piacerebbe lavorare con l’equipe di Oliviero Toscani, un grande creativo che ha il coraggio di esporsi!

Mi raccontavi che il tuo secondo figlio è unico e solo proprietario di una seggiolina di legno. Nicolò e quella sedia hanno una storia speciale. Ce la racconti? 

Ommamamia… mi sono dimenticata di dirti che prima di tutto sono una persona molto sensibile. Di una sensibilità quasi paurosa! Tanto che mi è bastato leggere questa domanda per farmi scappare qualche lacrimuccia. Vediamo, da dove posso incominciare? Ma sì, proprio da quella seggiolina di legno scuro impagliata che ha fatto sedere per quasi sette anni il mio piccolo cucciolo. Una piccola seggiolina che quando l’ha accolto ha provato una gioia infinita. Perché Nicolò da piccolino non stava nemmeno seduto e non c’è stata nessuna sedia in grado di sorreggerlo. Nicolò bisognava “puntarlo” con dei cuscini tutto intorno a lui, altrimenti si afflosciava come un sacco di patate e… patapunfete… Il mio cucciolo è uno di quei bimbi che non hanno ancora una diagnosi, si parla genericamente di “ritardo psicomotorio”. Ma questo non significa nulla, perché con tantissimo aiuto di professionisti e una dose elevatissima di amore, ora Nicolò non solo cammina come tutti gli altri bimbi, ma corre e si arrampica quasi ovunque. E, soprattutto, è sempre munito e armato della sua seggiolina, che sposta da una parte all’altra!!! E poi, anche se Nicolò ancora non parla, e dice solo qualche parola come “mamma”, “papà” “apua” per dire acqua, Nicolò ti riempie il cuore di tantissimo affetto e ti fa capire ancora molte più cose con con i suoi sguardi. Un bimbo unico ed intelligente, che sa capire molte più cose di noi grandi e per questo, per la sua dolcezza e sensibilità, è davvero un bambino speciale.

La sedia di Nicolò in compagnia dei pandolci genovesi.
Sentite il profumo?

Come vive l’altra tua bambina – che già è bravissima a disegnare! – questo suo fratello tanto impegnativo? 

Matilde che ha quasi nove anni, ogni giorno mi stupisce sempre di più. Non solo per la sua dote naturale di creare buffi e bellissimi personaggi disegnati, ma la sua bellissima sensibilità. Basti pensare alla sua lettera di Babbo Natale, in cui ha chiesto tra i doni anche “la parola” per suo fratello Nicolò. Ne ha scritta una anche per conto di suo fratello, ribadendo la richiesta. Ed è stato proprio un Natale di qualche anno fa che Nicolò ci regalò i suoi primi passi! Inutile dire che però, come tutti i fratelli, spesso si punzecchiano, per non dire che si scannano, per poi riappacificarsi con abbracci e affettuosissimi baci…

Come sono nate le tavole di Mi ci siedo e trallallà

E’ la mia fantasia che è nata con le tavole! Come una tessitrice, ho preso dei pezzi di stoffa virtuali creando dei patchwork, smontando e rimontando qua e là con molta cura e pazienza ma soprattutto con tantissimo divertimento… Ho poi avuto la fortuna di avere una collaboratrice insostituibile, preziosa, fantastica e creativa. Si, sarò di parte ma mia figlia Matilde, che da me forse ha preso qualche difetto, ha anche però ereditato la creatività, un dono davvero unico che permette di sognare e di volare fra e con le nuvole! Nelle tavole, mie sono le sedute e suoi sono i personaggi.

una delle tavole di Mi ci siedo e trallallà

Ecco le domande demenziali… Per immagine, se tu fossi una seduta, saresti una sedia, una poltrona, uno sgabello, un divano o una sdraio? 

Ma lo sai che dietro le domande più demenziali si nascondono le risposte che più rispecchiano una profonda realtà? Io sono un’insieme di queste sedute, basta guardare la copertina di Mi ci siedo e trallallà in cui mi sono fatta l’autoritratto… Sono la sedia del vecchio pescatore smussata dal sale di mare, ci ho messo sopra, con fatica, anche due comodi braccioli per appoggiarmici e stare a pensare o a guardare quello che mi circonda quando ne sento il bisogno… e con l’aggiunta di uno schienale fashion zebrato perché mi piace giocare con la moda e reinventarmi ogni giorno…

Ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sederti? 

Sono sempre alla ricerca della sedia su cui sedermi anche quando penso di avere trovato quella più comoda, ma poi mi stanco e ho bisogno di nuove idee, di nuove vedute… ops che dico… sedute! Posso anche essere un’ottima seduta, magari uno scherzoso pouf che si muove e girotta per la casa, che viene spostato in ogni anfratto e che si fa comodo e accogliente all’occorrenza: ”Ehi! Prego, accomodatevi e troverete in me un ottimo punto di sosta!

Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?

Sì, certo, ed è una risposta un po’ scontata. Lo sono tuttora i miei genitori, anche se sgomitando con i loro braccioli mi dicono sempre “E’ ora di alzarsi!”.

la sedia-riccio di Luca Matti.
Sarà così quella tipina di Matilde?

Ci regali una sedia della tua vita?

Le sedie più belle della mia vita sono due! Ottime sedute a parimerito! Una è mia figlia Matilde, anche se alle volte, per divertirsi, aziona la seduta “riccio pungente”. Un po’ è l’età, un po’ si diverte a burlarsi di me… L’altra è il mio bimbo Nicolò. Una sedia in crescita e sempre in azione! Forse un po’ come quelle delle ruote panoramiche che permettono di osservare il mondo da ogni punto di vista… e che generano sorrisi e una felicità inspiegabile. Sempre.

La sedia felice di Nicolò


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Qui, sul blog della Bottega, trovate tutte le interviste. Tra le tante, anche le chiacchiere che Chiara Musso e Silvia Geroldi.
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Un pensiero su “Intervista a Chiara Musso

  1. Scaricherò quanto prima le filastrocche da leggere a mia figlia, magari sulla bellissima poltrona col gatto. Chiara,, la tua intervista fa venir voglia di invitarti a sederti su comode sedie di un caldo caffè e con una tazza fumante davanti chiederti di raccontare ancora

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