Le sedie musicali

Per giocare basta un niente, basta una sedia, come descritto in un classico della letteratura per l’infanzia: La sedia blu.
Con il permesso di Beniamino Sidoti (coautore insieme ad Andrea Angiolino), riprendo dal Dizionario dei giochi la bella descrizione di un gioco molto conosciuto di cui non abbiamo mai parlato su questo blog.

sedie musicali

Classico gioco di società, noto anche semplicemente come “gioco delle sedie”. Si dispongono in circolo tante sedie quanti sono i giocatori meno uno. I partecipanti si mettono a correre intorno alle sedie mentre il direttore di gioco segna il tempo suonando o fischiando, o manovrando un registratore o lettore di cd, interrompendosi all’improvviso in un istante a sua discrezione. Nel momento in cui la musica cessa tutti devono immediatamente sedersi, ma poiché il numero dei giocatori supera di uno quello delle sedie, uno rimarrà necessariamente in piedi e uscirà dal gioco. Si toglierà quindi un’altra sedia e i giocatori si rimetteranno a correre. Vincerà l’ultimo che riesce a sedersi quando non vi saranno più che due giocatori in gara e una sola sedia.
Il gioco è conosciuto un po’ in tutto il mondo, con diversi nomi che fanno riferimento alle sedie o, talvolta, alla canzone che lo accompagna (e allora si fa gioco ► cantato); da noi è anche noto come Non c’è posto per i pigri. In area inglese è talvolta noto anche come Going to Jerusalem, anche se il nome più diffuso è Musical chairs.
“Playing musical chairs” è anche una metafora per descrivere ogni attività in cui persone o cose cambiano continuamente posto, o in cui si è costretti a girare molto per trovare qualcosa: un po’ quello che noi chiamiamo“il giro delle sette chiese”. Nel musical Evita (di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, 1976; da cui il film di Alan Parker con Madonna del 1996), Juan Perón gioca e vince alle sedie musicali contro altri ufficiali, simboleggiando così la sua ascesa al potere.

(Andrea Angiolino, Beniamino Sidoti, Dizionario dei Giochi, ed Zanichelli) 
La definizione è chiarissima, gli esempi sono colti. Se volete provare subito, ecco una canzoncina pronta all’uso:
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