L’Apres Midi d’un Faune. Marco Lorenzetti/parte seconda

L’avevo anticipato, Marco Lorenzetti (intervistato qui) sarebbe tornato su Measachair.
Eccolo – generoso e simpatico – con il progetto L’Apres Midi d’un Faune, cinque tavole unite da un filo narrativo colto e pieno di suggestione. La scusa è buona: quattro volte su cinque il personaggio principale è seduto. Questo il pretesto, ovviamente. L’occasione è ideale per aggiungere qualche chiacchiera sulla genesi del processo creativo. Potevo non approfittarne?

1-Preludio alla conquista ideale di ninfe 

Come sono nate queste tavole?

Partiamo col dire che a me piace la mitologia in generale e la utilizzo tutte le volte che voglio sperimentare qualcosa di nuovo a livello tecnico. Adesso sto anche lavorando ad un soggetto con tematiche mitologiche e “la tecnica dello squalo” qui mi è stata utile. Per darti l’idea: lo squalo prima di arrivare alla vittima gli gira intorno e passa da cerchi larghi a cerchi più piccoli fino a che non le è proprio sotto e poi … povera lei!!! Con intenzioni decisamente diverse, non cruente ma simili nell’approccio, io inizio da lontano e poi stringo sempre di più fino a fissarmi sull’obiettivo. “L’apres Midi d’un Faune” è uno dei cerchi, degli anelli, dei livelli di questo nuovo viaggio che sto compiendo. Si potrebbe dire che sta nel mezzo.

2-Splendido bagno di capelli nel meriggio frivolo 

Quali tecniche hai usato?


Non mi piace fare sempre le stesse cose, quindi provo sempre ad essere riconoscibile ma con un livello di “difficoltà” in più. Oggi lavoro sulle varie combinazioni tra china, acquerelli e pastelli a cera, poi quando mi “sentirò pronto” passerò agli acrilici e ad altro. Non amo molto il lavoro di pennello, ho poca esperienza, sono più legato al segno e al disegno perchè così mi esprimo meglio. Mi piace moltissimo però acquistare libri illustrati di autori che usano acrilici e olio in modo classico e originale, m’incantano.

3-Fiero il suono va parlando delle dee 

Che storia ci raccontano?

La storia si ispira a “L’apres-midi d’un faune” di Mallarmé, poema scritto nel 1876; al “Prelude à l’apre-midi d’un faune” di Claude Debussy, poema sinfonico del 1894 e al balletto di Vaclav Fomič Nižinskij del 1912 ripreso poi da Rudolph Nureyev ed altri. Questa è stata la base di ricerca da cui partire per l’ispirazione e per divertirmi, poi ho combinato il tutto a modo mio all’interno di 5 tavole dove, nella prima, il fauno, in solitudine, decide di andare “a caccia di ninfe”, proverà con tre di loro nelle successive tavole 2, 3, 4, ma ritornerà sul suo sperone roccioso, ancora solo, nella tavola 5 in notturno (…povero fauno che pomeriggio faticoso!!!).
I titoli che vedi per ogni disegno sono “giocosi”, ho preso alcune parole del poema di Mallarmè, tradotto in italiano, le ho rimescolate insieme per ricreare un’ atmosfera ironico-bucolica. Il tutto molto libero e assolutamente senza nessuna pretesa filologico culturale (ricordati sempre la leggerezza della prima intervista)!

4-La bellezza d’intorno confonde in errore 

L’ambiente delle tavole 1, 2, 3, 5 é ispirato alle rocce della Cappadocia che trovo “fantasticamente lunari”. Questa estate un mio amico è andato in viaggio in Turchia e solo in Cappadocia ha scattato un centinaio di foto, al suo ritorno me le sono copiate sul mio pc e sono diventate materiale da utilizzare qui e in altri lavori. Per l’occasione mi sono rivisto il film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (1969) ambientato in Cappadocia (e non solo) che è stato lo spunto per successive tavole dedicate al personaggio di Euripide.

5-Nuova solitudine sotto l’antica luna 

Info:




> Il Fauno da Mallarmé a Debussy e a Ungaretti

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