Le sedie inglobate del Parco Sempione

Non sono molti i milanesi che frequentano i parchi cittadini, ma se siete tra questi e vi è capitato di andare al Parco Sempione nel fine settimana, sarete certamente stati richiamati dal suono che producono i percussionisti. Sì, quelli di Elio per intenderci.



I più bravi si esibiscono all’interno di un piccolo anfiteatro in cemento. Di solito li ascolto passando veloce, diretta altrove, oppure prudentemente in piedi. Ai margini, come spesso mi piace stare.

Ma sedersi dentro, stare dentro alle situazioni, essere spettatrice accomodata (si fa per dire) è tutta un’altra cosa. Così è stato qualche domenica fa. Il mix era variopinto: chi dall’Africa veniva, chi l’Africa la sognava, chi dell’Africa aveva un’idea risalente a fine anni sessanta… E poi un ubriaco che dormiva, cullato. E noi, che battevamo le mani a un ritmo tutto nostro probabilmente sbagliato. Noi, inglobati nel ritmo e nell’anfiteatro di cemento. Che, guardato ben bene, è tutto speciale ed è una scoperta: ci sono delle sedie dentro! 




Mi sono un poco documentata, anche se in rete non si trova moltissimo. 
L’anfiteatro è un’opera costruita nel 1973 dell’artista Arman, al secolo Armand Fernandez, considerato un maestro del Nouveau Réalisme francese. Si chiama “Accumulazione musicale” ed ingloba, nel podio, alcuni strumenti. 
Una curiosità: l’aereo che anni fa si schiantò contro il Pirellone era guidato dal pilota che abitualmente scorrazzava Arman per l’Europa. (fonte)




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