Daniele Del Giudice, Nel museo di Reims

Barnaba non ascoltò nemmeno una di queste parole, era così emozionato, riuscì soltanto a dire: “Non pensavo che sarebbe tornata qui”, e Anne rispose: “Perché?”, poi sorrise e aggiunse: “Vuole che vada avanti?” e lui fece cenno di sì. “Non potremmo sederci sulla panchetta qui di fronte?”, disse Anne per sottrarlo a quell’inutile tortura di stare così attaccato al quadro, o forse perché con quel quadro lei manteneva comunque un distacco e una rivalità, Barnaba doveva conoscerlo assai bene, e al posto dell’intimità nelle bugie e nell’invenzione del giorno prima, lei ne cercava un’altra. Seduti così sarebbero stati almeno più vicini tra loro, più protetti.
Daniele Del Giudice, Nel museo di Reims

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