Cose che non diciamo mai (lo spiegone per i nuovi arrivati e non)

qui ancora proviamo a darci un contegno…
Abbiamo recentemente scoperto che il nostro giocare risulta in certi dettagli un poco ostico da comprendere soprattutto perché dopo un anno e più ci sono cose che ormai noi diamo per scontato e scontate non sono per niente. Oppure cose che a forza di rimandare ci siamo poi scordate di dire tanto ci parevano banali. Abbiamo tralasciato di raccontarle, come fossero facilmente intuibili, facendo sempre passare avanti storie per noi più interessanti. Dopo una lunga sessione di riso isterico su fb e un’intera giornata a gironzolare per Milano, abbiamo deciso per lo spiegone. 

Primo: siamo in due. L’avevate capito? per i dettagli abbiamo anche scritto una paginetta, lo diciamo per i distratti…Entrambe oltre a Measachair facciamo anche altre cose, tipo avere una vita, ecco, e altri blog. Siamo sedie, ma non stiamo sempre sedute. 
Poi (tenetevi forte): Measachair si legge Me-as-a-chair=Io come una sedia. Ci sembrava scontato ma non è così, come alcuni lettori hanno confessato. Tra noi a volte lo abbreviamo in Maac.  
le vedete le sedie in vetrina?

Oppure: non ci siamo mai dilungate su come questo progetto proceda a distanza sull’asse Milano (Silvia) – Firenze (Camilla). Su ciò che questo comporta potremmo aprire un progetto spin off, ma lasciamo stare.

Siamo social, schive, poco marketing oriented e speriamo antimelense o forse aride e avide, perciò ci teniamo per noi che quello che vedete sul blog è solo la punta dell’iceberg, che Measachair è un generatore automatico di incontri che ci arricchisce e ci fa crescere. Che per fortuna non tutto nella vita è web. Per come ci muoviamo però ringraziando il cielo anche quando è solo web, noi il cuore, il pensiero e il sorriso ce li mettiamo lo stesso.
non ci mettiamo i fronzoli, quelli no, come si deduce dalle scarpe
Altra cosa da scraniate che ci contraddistingue e forse andrebbe detta, ma che non serve certo a inquadrarci di più (che tanto che non siamo tutte rifinite lo si capisce pure tacendola) è che dal 2011 ci siamo viste dal vero solo quattro volte e senza schermo e tastiera siamo abbastanza timide e impedite, ma finalmente dopo quattro volte, una dose di pan dei morti e un naviglio in secca ci siamo trovate finalmente a nostro agio.
Anche perché questa volta noi non dovevamo fare assolutamente niente se non comprare mascara, guardare vetrine, farci fotografare come due turiste e andare a scroccare caffè. 
Se fossimo fataliste e dedite ai segnali e alle coincidenze (non lo siamo) vi avremmo potuto sderenare a lungo sul fatto che abbiamo un mese di differenza, gli occhi verdi, che parliamo entrambe di antenne e che un poco stranamente ci assomigliamo, non solo perché siamo entrambe tuttenaso, tuttepoppe e tutteocchi, abbiamo pure lo stesso dentino storto! ma una in dentro e una in fuori, che mica siamo identiche, anzi! Siamo imperfette ognuna a modo suo. 
Ma ci assomigliamo specialmente in quella capacità sublime per cui partiamo con un’intenzione e poi diramiamo in stradine alternative. Sul web come in giro per Milano, è proprio più forte di noi, è la nostra natura: sarà che siamo donne che amano perdersi, ma non siamo smarrite! (No? nota di Silvia, rileggendo) Deragliamenti senza feriti. Dirottamenti senza collisioni. (Ah se lo dici tu!)
Va detto che dal perderci per strada, seguendo il caso, ci succedono il più delle volte cose belle. Infine non sottolineiamo spesso che siamo anche diverse ed è qui, soprattutto, la parte divertente.
Perdonate il post autoreferenziale ma volevamo fortemente pubblicare queste foto di noi rilassate e sorridenti oppure accucciate su queste due splendide poltrone, che vista l’occasione i nostri tempi e la nostra timidezza si tratta di episodio narcisistico raro e forse unico. Accaparrarsi quelle poltrone, poi, non è stato per niente facile, le abbiamo puntate per un bel pezzo aspettando che fossero libere…
due pazze furiose e la tentazione di portarsi queste poltrone a casa…
Sedie mobili
e con lunghe antenne.
Ma si perdono.

(l’originale sul progetto satellite Haiku seduti sotto la luna)

e adesso dove andiamo? e ridiamo, ridiamo, ridiamo….

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9 pensieri su “Cose che non diciamo mai (lo spiegone per i nuovi arrivati e non)

  1. Quelle poltrone starebbero benissimo nel mo soggiorno, in realtà. E secondo me ci stareste bene anche voi due: io faccio un buon caffè. Siete invitate. :-))
    A guardarvi insieme mi vien da pensare che siete “come l'acqua per il cioccolato”. :-)))

  2. Ragazze lo stesso dente storto ce l'ho anche io! Per questo vi adoro? Noooo per molto di più!

    Siete splendide
    come sedie spaiate
    Sotto al sole.
    😉

  3. Non sto bene a leggervi a quest'ora, ma ero troppo curiosa di avere dettagli sul dietro le quinte di maac. Delusione comunque. Tutto, tutto. Io sapevo già tutto!

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