I volti del 900 sono per lo più seduti (ovvio?)

E’ in corso una mostra a Milano intitolata Il volto del 900. Il tema del ritratto nell’arte è assai complesso, naturalmente, e non è qui il caso di azzardarsi a scrivere qualcosa. Solo una piccola nota tra l’ovvio e l’ingenuo. Tra i molteplici percorsi che possono intrecciarsi in un’esposizione così ricca, ho provato a guardare i dipinti con l’occhio di Measachair. Nella mostra, la maggior parte delle persone ritratte è raffigurata a mezzobusto e seduta; non so se sia un caso ma sono pochissime e saltano all’occhio le figure intere. 

Penso alle epoche precedenti, ai ritratti istituzionali in uniforme o con l’armatura. I soggetti ritratti tenevano molto all’onore, al prestigio, perciò la postura si traduceva in un atteggiamento di contegno. La grandezza del ritrattista stava nell’inserire la personalità nel fremito di un volto, nel dettaglio di un vestito, in un’occhiaia. Piccoli dettagli di inquietudine in contesti ben codificati. 
Parmigianino,
Ritratto di Pier Maria Rossi di San Secondo

Fino ad una certa epoca, il personaggio anche se seduto mantiene compostezza e monopolizza la scena… 
Francesco Hayez. 
Ritratto di Camillo Benso di Cavour
Poi arriva il Novecento e sparisce il sussiego. La dimensione si fa più intima e sincera, compaiono i dubbi, i sogni (gli incubi), la sensualità. I personaggi ritratti si abbandonano, si lasciano andare. E compaiono le sedie. 
Di seguito alcune opere presenti in mostra. Esistono studi specifici riguardo alla postura nella ritrattistica e agli “elementi di scena”? Se ne conoscete potreste segnalarceli? 

Robert DELAUNAY, Ritratto di Madame Heim (1926-1927)
Henri MATISSE, Nudo seduto su fondo rosso (1925)
Pierre BONNARD, La camicetta rossa (1925)
Henri MATISSE, Odalisca in pantaloni rossi (1921)
Suzanne VALADON Il dottor Robert Le Masle (1930 circa)

Henri LE FAUCONNIER Pierre Jean Jouve (1909)

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