La bellezza del diverso

Immagine da qui
Nella casella della posta trovo un’immagine, me la spedisce Daniele Lamuraglia con un piccolo appunto: il titolo è mio, la foto è di Doisneau, l’ho trovata stamattina. 
Io guardo la foto, non vedo il titolo, ma vedo quest’uomo e le sedie che sta portando fanno nascere storie. Le porta a impagliare da qualcuno? E’ lui che deve metterci una nuova tappezzeria? Le avrà raccolte, magari trovate? E’ bello, iniziare la giornata con un regalo così. Ringrazio, chiedo curiosa il titolo che non mi appare. 
Il titolo è “Assedio”.
Una specie di scossa. 
Guardo di nuovo la foto, adesso la vedo diversa e mi racconta una storia differente, opposta a quella che ho visto io, che suonava più o meno come Abbondanza non ha mai fatto carestia. Le sedie, addosso all’uomo, adesso diventano pesanti, lo invecchiano e lo affaticano, non sono più ricchezza ma fardello. 
E sorrido e prendo appunti, qui, di questa meraviglia che è l’incontro e quanto viene fuori dal mescolarsi al diverso da sè, a come cambiano i punti di vista, le profondità. 
E’ soprattutto questo, il gioco di Measachair. Grazie di questa magia!  

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