Una sedia che ha fatto la storia. E che storia.

immagine dal blog: http://acteursrevolution.unblog.fr/couthon/

George Couthon è stato uno dei protagonisti della Rivoluzione Francese, membro del Comitato di Salute Pubblica con Robespierre e Saint Just. Era disabile, anche se il dipinto che lo ritrae qui sotto non lo rende evidente. No, non siamo diventate improvvisamente colte, è che abbiamo letto l’articolo di Franco Bomprezzi Il rivoluzionario e la sua sedia (a rotelle) sul blog InVisibili.

Quella sedia è interessante per diversi motivi. 
Il primo: ricorda che si può studiare una storia della disabilità e che, in questa prospettiva, non possiamo che diventare ottimisti. Di questo mi ero resa conto anche leggendo il libro Intervista col disabile di Antonio G. Malafarina, che inquadra la disabilità anche nell’ottica dell’evoluzione temporale (e dunque sociale e culturale). 
Il secondo: la sedia quando è intimamente legata ad una persona ne diventa il simulacro, ne rappresenta sinteticamente le caratteristiche. La sedia è un avatar, in fondo. In questa sedia c’è carattere, calore, concretezza. C’è tutta la forza che serve per una rivoluzione.
Il terzo: la centralità della sedia rispetto alla stanza di museo dove è esposta. Perché se da un lato Couthon non lo abbiamo forse studiato sui libri di scuola, un rivoluzionario disabile merita il centro della scena. Ed ecco arrivato il momento in cui il Singolo emerge dalla Storia e diventa protagonista del racconto
Ci piacerebbe saperne di più…

George Couthon
immagine da qui


Info

> George Couthon su Wikipedia
> Il museo Carnavalet e la sedia di Couthon
> Intervista a Franco Bomprezzi
> Intervista a Giuseppe Antonio Malafarina

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3 pensieri su “Una sedia che ha fatto la storia. E che storia.

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