Cadere in piedi (testo di Fabio KoRyu Calabrò)

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Per cadere in piedi è necessario innanzitutto munirsi di una robusta sedia. Non servirà, ma la sicurezza innanzitutto. Perché casomai non si cadesse in piedi, è molto meglio sedersi che collassare al suolo in posizioni dolorose ed imbarazzanti. Quindi meglio prepararsi al meno peggio. Cioè dotarsi della robusta sedia di cui sopra, strategicamente posta alle vostre spalle, con la seduta all’altezza delle vostre ginocchia (viste da dietro), e lo schienale (indispensabile) dal lato opposto a quello su cui appoggiano leggermente le vostre gambe. Se le vostre ginocchia (viste da dietro) fossero più alte del livello della seduta, dovrete ammortizzare la non-caduta-in-piedi accompagnando il movimento con un utile ed eloquente allungamento degli avambracci verso il tavolo -che sicuramente avrete davanti- in modo da rendere il tutto più naturale possibile. Dunque, escludendo la remota possibilità che riusciate davvero a cadere in piedi, non possiamo che insistere nel suggerirvi un “Piano B”: buttatevi. Ma su qualcosa di comodo.
Testo di Fabio KoRyu Calabrò, che (ribadiamolo!) è amico, sedia e tag 
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