Le cose che abbiamo in comune

Comune di Milano, sedia distaccata

> A chi passa di qui ogni tanto, essendo iscritto al blog o perché si ricorda di quelle due sciamannate guardando una sedia abbandonata in un angolo.

> A chi arriva cercando “divani fiorati” o cose molto più strane e si trattiene a leggere per qualche minuto, seguendo tag e fili. E a volte resta e a volte resta spiazzato, un po’ ride un po’ stranisce un po’ va a fare cose più serie. E non ha tutti i torti.

> A chi cerca informazioni sulle persone che abbiamo intervistato e ci condivide sui social citandoci, usando così quella correttezza a cui si dovrebbero improntare il mondo ed il web, che del mondo è solo una piccola parte (va detto, si tende a scordarlo). E son complimenti e son soddisfazioni, e ce lo lasciate dire almeno una volta?

> A chi credeva che la pagina facebook fosse semplicemente l’ennesimo strumento virtuale per rilanciare i post e invece si è ritrovato, nel miscuglio di immagini, molti aggiornamenti sulle attività delle persone che si sono sedute qui da noi, in una specie di magazine dove la linea editoriale è dettata esclusivamente dalle simpatie e dagli umori di noi sedioline, la curiosità come unico volubile pilota.

> Per chi aveva una storia da raccontare e l’ha regalata qui o ci ha mandato una fotografia dalle vacanze o ci ha scritto o ci è venuto a trovare, per tutto quell’insieme di gesti liberi e non finalizzati che i bambini chiamano gioco e gli adulti chiamano perdita di tempo.
> Per chi tutta questa faccenda delle sedie non la vuole approfondire troppo, ma poi non resiste e se vede una sedia per strada scatta e la mette su instagram. Che – diciamola tutta – non c’è dietro chissà quale filosofia, anche la sola idea di collezione basta e avanza a descriverci. E allora cercateci, su!
> Per gli snob, quelli che ci seguono su tumblr. Che è un mondo a parte, internazionale, muto, misterioso, epperò capita di fare incontri fortunati anche lì.
> Per chi “facebook è vecchio”, “il blog è morto” e ama solo twitter, ora ci siamo anche noi, non garantiamo un cinguettio costante ma la buona volontà c’è. Venite a cercarci e insegnateci come si fa.
A tutti voi di questa piccola e sfaccettata banda di sedie, una comune dove si va e si viene, ci si rilassa, ci si raduna e si scambiano storie, diciamo in un colpo solo: 
grazie!
E lo diciamo senza che ci sia un’occasione particolare, a caso. E’ la nostra natura. 
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10 pensieri su “Le cose che abbiamo in comune

  1. <3 Vi ho pensate anche oggi, camminando in cerca di un bar nella pausa pranzo... ho visto una bellissima panchina di pietra, vecchia, all'ombra di un grande albero... Complimenti, Measachair è coinvolgente.

  2. Come lacasadihilde, stasera ero in giro e c'era una vetrina molto bella, avevo con me la macchina fotografica e ho scattato la foto al dondolo meraviglioso che vi campeggiava, in un fuori contesto interessante. 😉 e ho delle seggioline blu in una bozza che prima o poi vi taggo 😉
    insomma le sedie ormai sono un bene comune :*

  3. e… a nome di Appuntamenti CreAttivi grazie per aver intervistato una perona come Anna Morchio 🙂 che ha regalato il suo prezioso intervento

  4. Uh, per fortuna: temevo in una specie di post di commiato dato l'esordio… invece era un semplice senza-motivo.
    Mi sono rivista nella prima categoria di utenza: la più basic in fondo.
    E: prego prego, non c'è di che!

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