Miezz’a via

Carlo Porrini, che poi è lui e un milione di altre faccende e nostro amico e persona che porta sempre spunti belli e colti, è di Napoli. “Napoli è miezz’a via”, ci ha spiegato una volta. Una città in cinque parole. Sono seguiti molti esempi di sedie partenopee miezz’a via, ma ovviamente ho perso le tracce di quella nostra bella conversazione. Mi è restata la memoria delle persone che alla sera portano la sedia fuori di casa, la sistemano in strada e conversano, godendo di un poco di fresco.

Obiettavo a Carlo che non è un’esclusiva napoletana o del sud. In tutti i piccoli posti di provincia è o è stata pratica comune, anche al nord e rigorosamente d’estate, almeno fino alla diffusione dei condizionatori. Ho ricordi precisi di questa abitudine nel mio quartiere di piccola cittadina lombarda: gli adulti seduti sulla sedia pieghevole (anima in metallo e intreccio di strisce di plastica) chiacchieravano e uccidevano le zanzare a schiaffoni, mentre noi bambini giocavamo nei giardinetti vicini.

Porto indietro il ricordo ai racconti dei miei genitori. Mio papà, cittadino, girando in bianchina (credo) con gli amici per i paesini di campagna (a fare che, papà? meglio non indagare), aveva notato una giovane donna dall’aria austera e annoiata, seduta in mezzo ad altre donne altrettanto austere ma più mature, probabilmente sferruzzanti o ricamanti. Stessa afa, stesse zanzare. Si incontrarono così, con uno slancio coraggioso di papà a sfidare quel gineceo di musone. Penso a quel tipino di mia nonna e mi sembra un eroe.

Ma le sedie miezz’a via sono anche quelle dei posteggiatori abusivi, dei venditori di incensi e cinture vicino alle fermate della metropolitana, degli artisti di strada che forse non stanno tutti seduti ma certamente inducono i passanti frettolosi alla sosta e alla sospensione della routine.
Perché spesso dove ci sono sedie ci sono spettatori e attori e non è poi così essenziale distinguere chi sta seduto e chi sta in piedi.

C’è un filo che unisce le sedie, la strada e il teatro, l’alto e il basso, chi ascolta e chi narra… sedie e strada, un tema che svilupperemo con tutta calma e a modo nostro.

Per esempio, quanto sarebbe bello intervistare Mustafà…

Annunci