Intervista a Pepino Sasofone e Fedele Ukulele, con tanto di strada e sedie sparse

Pepino Sasofone e Fedele Ukulele sono un duo comico-musicale adatto a qualsiasi situazione: palco, strada, salotti di casa, cucine, bagni, ascensori, matrimoni, divorzi, funerali, battesimi, cresime, comunioni, compleanni, anniversari, teatri, pedane, feste nazionali, feste di piazza, sagre.
Fedele assomiglia tanto a lui, ma si sa che questi suonatori di ukulele sono tutti un po’ simili.

Li ho incontrati venerdì sera all’interno di uno spettacolo di saltimbanchi, acrobati e clown, in un’atmosfera varia ed eventuale che accoglieva di tutto, con quell’effetto di leggerezza intelligente che solo gli artisti veri sanno provocare. Se fossi una brava blogger avrei da mostrarvi fotografie stilose o almeno emozionanti. Ho invece solo alcune tracce evanescenti captate con il cellulare, perché in quella serata sono stata sedia fino in fondo, spettatrice plaudente e rapita, pubblico spensierato. Quanto ho riso!

La foto più decente della serata… e ho detto tutto.

Nel buonumore che mi è rimasto per tutto il fine settimana mi sono sorte alcune domande. Pepino, Fedele, sedetevi, fermatevi un momento voi che siete sempre on the road, e ditemi:

Chi siete, cosa fate?

P – Siamo due e facciamo del nostro meglio.
F – Prendiamo il peggio, lo risciacquiamo con cura e: voilà!

Perché lo fate?

P – Per la maggior parte delle volte non lo sappiamo, ci viene, è spontaneo, come per i bambini.
F – Cosa che preoccupa non poco i nostri familiari. Poi ci campiamo.

La prima sedia che voglio sentirvi raccontare è quella su cui viaggiate… intendiamo il viaggio in senso lato, diciamo “tutto il percorso che fate prima di esibirvi”, includendo anche le ispirazioni che immagazzinate…

P – Sono 21 anni che viaggiamo insieme. Non facciamo niente di speciale prima dell’esibizione. Decidiamo la scaletta, se non è già decisa, beviamo qualcosa insieme, chiacchieriamo con il pubblico, con i colleghi, con gli organizzatori, mangiamo, facciamo delle telefonate e poi quando tocca a noi si parte.

F – Com’è chiaro arguire, il sedile dell’auto, quello del treno e di qualche aeroplano sono i nostri più fedeli “supporter”… Le sedie dei bar ho smesso di contarle.

La seconda sedia è scontata: il pubblico… Non ho capito bene come si svolge il vostro spettacolo Jukes and the box

P&F – Meglio di come sta scritto sul sito non te lo può spiegare nessuno perciò facciamo un bel “copia e incolla”:

Chi sono i fratelli Jukes? Sono i piazzisti della canzone, i venditori di suoni, i menestrelli del business. Jo e Jack Jukes sono qui per proporvi un vero e proprio affare: minuti di felicità a prezzi da saldo di fine stagione. Voi assaporate il piacere di una canzone, di un ballo e poi passate alla cassa, sì, perchè alla fine della serata ciò che conta veramente è quel che c’è “in the box”, e quando “the box” è pieno siamo tutti “very happy”, anche voi amici!

Avete capito come funziona? Vi spieghiamo subito in due parole. Quello che abbiamo stampato sulla schiena è il listino prezzi di tante belle canzoni, voi, ognuno secondo il suo portafoglio, scegliete quale dedicare alla fidanzata, o al fidanzato, alla moglie o al marito, alla nonna o a chi vi pare ….. andate di fretta? Scegliete una canzone corta. Ve la volete godere? scegliete una bella canzone. Ci volete vedere sudare il nostro guadagno? Prendetene una difficile. Volete risparmiare? Abbiamo anche il 3×2. Oppure, oppure, volete ballare? No problem! C’è un prezzo per tutto. Scegliete il ballo e pagate alla cassa, dal valzer al boogie woogie, dalla polka al tango, noi vi accontenteremo.

Quale canzone scegliere vi state chiedendo? Ma noi siamo “Jukes and the box”, c’è una lista lunga qualche metro, sia davanti che di dietro. Forza, venite, fatevi avanti, è il migliore affare della vostra vita, non fatevelo scappare!

Le sedie si associano? Sì! Fate parte di un’Associazione di categoria che ha ottenuto un risultato importante a Milano: l’attivazione di una piattaforma web che permetterà la prenotazione e la gestione di oltre 200 postazioni in tutta la città. Spiegateci bene e diteci: cambierà la città? Fare Arte di Strada è un gesto politico? Com’è la situazione nel resto d’Italia, in Europa, nel Mondo? E su Marte che si dice?

P – La città cambierà perché “c’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza”, citazione da Giorgio Gaber. Gesto politico? Andare a lavorare è un gesto politico? Mah! Anche sì, chi lo sa! Poi ci chiedi della situazione in Europa e nel mondo? Quando ci andremo sarai la prima a saperlo.

F – Comunque siamo in lista per il primo Buskerfestival su Plutone.

 

Di solito le nostre interviste si chiudono con una sedia della memoria. Jannacci – che io e Camilla amiamo molto – aveva spesso una sedia come scenografia. Ho visto che nello spettacolo lo cantate e perciò vi chiedo: quanto vi è d’ispirazione? vi sentite in qualche modo eredi di quella tradizione?

P – Jannacci è per Pepino il papà artistico, fonte di ispirazione continua e fa parte per entrambi dell’Olimpo degli Dei assieme a Gaber e De Andrè.

F – Per cui i nostri colleghi sono i nostri punti d’appoggio. Questione di anime gemelle. L’anima non è una seggiola dove appoggiare il culo per distendersi, dice una canzone…


Info:

> http://www.pepinoefedele.biz/

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