Douglas Adams, Guida Galattica per gli autostoppisti

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Non permettete a un vogon, per nessuna ragione al mondo, di leggervi le sue poesie.

(…)

Nell’elenco del peggior tipo di poesie dell’Universo, la poesia vogon occupa, com’è noto, il terzo posto. Il secondo posto ce l’hanno gli azgoth di Kria. Durante una recita del loro Poeta Laureato Gruntos il Flatulento (recitava la poesia Ode a un pezzetto di mastice verde che mi sono trovato sotto un’ascella un mattino di piena estate) quattro spettatori morirono di emorragia interna, mentre il presidente dell’Ente Centro–galattico Arti Nocive per riuscire a sopravvivere si staccò con un morso una gamba. A quanto si dice, Gruntos rimase deluso dell’accoglienza data alla sua poesia, e decise d’imbarcarsi nella lettura pubblica del suo poema epico in dodici volumi intitolato Le mie bolle preferite con la bocca quando sono in bagno nella vasca, quando il suo intestino crasso, nel disperato tentativo di salvare la vita e la civiltà, gli saltò dritto fino al collo e, penetrandogli ancor più su, gli strozzò il cervello.

(…)

I prigionieri erano legati alle sedie di Degustazione Poetica. I vogon non si facevano illusioni riguardo all’accoglienza che le loro opere ricevevano generalmente. All’inizio i loro tentativi di composizione poetica avevano fatto parte del generale tentativo minaccioso e violento di farsi accettare come razza normalmente evoluta e civile, ma adesso l’unica cosa che li induceva a insistere nelle loro creazioni era esclusivamente la loro crudeltà.

Douglas Adams, Guida Galattica per gli autostoppisti 
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