Il mistero di Q., una sedia che si accende, play!

Anche i distillatori di parole giocano, qui da noi, e l’epifania della sedia sembra diventata contagiosa. Giorni fa, in uno di quegli strani incroci che avvengono su facebook, Quellocheavanza Dimé ha visto la luce e si è ricordat* di una poesia che aveva composto. Eccola.

#17 – Reductio ad unum

“Morirò di cose come questa.”
(Vertigini o contemplazione di qualcosa che finisce, Alejandra Pizarnik)

Forse esiste pure una gaiezza che si scuce
taciturna, forse accade un giorno che la voce
perda un tono – che si spezzi o che si spenga –
o una routine che una mattina non ritorna

e ci si trovi in qualche vecchio tingolo di sè
scaduto, che non libera e non salva.
Che si muoia in piedi di cose come queste,
o che si esploda piano senza un uditorio.

Se vedi come un reliquiario in certe case,
sappi: in certi casi non v’è modo che ripari
dalla furia che ha una salva di armistizi

esercitati all’emisfero opposto di una sedia
dove qualcuno tira a sè un telegiornale,
tuffa un dubbio in una pagina bianchissima
– si distrae, e un poco è come se morissi.

Q.

***

Ovviamente non abbiamo resistito.
Q. appare parecchio misterios* e riservat*, ma è dispost* a giocare…

Per immagine, se tu fossi una seduta, saresti una sedia, una poltrona, uno sgabello, un divano o una sdraio?

Se devo decidere tra gli “items” citati direi: poltrona nei momenti sfarzosamente edonistici, sgabello wabi-sabi quando scandaglio i sette principi essenziali dello zen nelle parole di Hisamatsu (accade almeno una volta alla settimana). Avendo facoltà di inventare e aggiungere, sceglierei: dormeuse liberty e triclinio 2.0 postmoderno. Ebbene sì, sono indiscutibilmente bipolare.
Ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sederti?

Decisamente la prima. La persona che amo dice – e in effetti è vero – che “non poggio culo”. Credo sia valido anche (o forse soprattutto) per il discorso affettivo.
Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?

Sì. Col senno di poi, posso dire che è una cosa meravigliosa. Lo è ancora, quando mi concedo il permesso di goderne.

Ci regali una sedia della tua vita?

Vale anche una poltrona? E’ curioso, ne ho varie. Forse questa è la più opportuna.

Info: 

> Quellocheavanza

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