Intervista a Matteo Rossi, in arte Mr. Cioffo

Un clown dovrebbe trovarsi bene in measachair, noi siamo (anche) pagliacce.
Ci ho pensato mentre ero seduta in platea, prevenuta e annoiata all’idea di uno spettacolo d’animazione in un albergo di montagna. Mr. Cioffo ha provato a scollarmi dalla sedia di plastica bianca per coinvolgermi in una gag. Illuso, sono poltrona, timida e stupidamente snob. “No no no manco morta!” e ho fatto pure dell’ironia, subito dopo. Cioffo è sveglio e ne ha individuato subito una più simpatica, senza perdere il ritmo dello show. Da quel momento ho guardato con maggiore attenzione ciò che stava succedendo su quel palco. Quello che ho visto mi è piaciuto e mi è sembrato poetico, limpido, artistico. E non è facile fare poesia in quel contesto, credetemi.
Posso dire di aver assistito a una trasfigurazione, il ragazzetto con la giacca a vento azzurra e l’accento sardo che avevo incrociato in un corridoio nel pomeriggio era lì di fronte a me, a raccogliere una tradizione colta mettendola al servizio dell’intrattenimento organizzato. E ci riusciva benissimo.

Ho preparato quattro sedie: una per me, una per Matteo, una per l’animatore turistico, una per Mr.Cioffo. Ora vi mostro cosa ne è uscito. Io vedo un uomo, un professionista e un personaggio in evoluzione. E tanta, tanta sincerità.

Siediti e dicci: Chi sei, che cosa fai?

Salve, eccomi. Il mio nome è Matteo Rossi, classe 1981, sardo e cagliaritano DOC, creativo fin da piccolo, proveniente da una famiglia di artisti o presunti tali… I miei genitori mi hanno portato a conoscere il palco, il teatro, l’arte di far divertire le persone, dal momento che sono attori di commedie in lingua sarda a livello regionale. Da tutta questa situazione familiare è nata la necessità di potermi esprimere; la prima volta su un palco risale all’età di sei anni circa quando si portava in scena un grande classico: “Biancaneve e i sette nani. Essendo abbastanza timido e poco sicuro, mi ritrovai a dover fare uno degli animali della foresta, ma gli animali principali furono già tutti assegnati e non mi rimase altro che fare il PANDA… La cosa divertente è che rende bene l’idea dell’affermazione sociale con gli altri bimbi della mia età.
Sono un clown, mi sento clown, mi sento artista… mi sento veramente un procacciatore di sorrisi e un distributore di allegria e spensieratezza, non facile con i tempi che corrono. Con il mio lavoro di animatore presso SOS VACANZE posso portare in giro il mio clown e realizzare tutto questo. La cosa che mi rende molto felice è quando al termine dei miei spettacoli qualcuno si avvicina e mi dice: grazie, per un’ora ho dimenticato tutto!

Quando e com’è nato Mr. Cioffo? 

Cioffo è nato circa dieci anni fa per un caso fortuito. Collaboravo per un’agenzia pubblicitaria cagliaritana e gestivo alcuni eventi stagionali nella mia zona. Un giorno mi venne proposto di fare un animazione per un noto supermercato che stava inaugurando la nuova gestione. Io all’epoca ero studente modello di ingegneria edile-architettura e, con le tasche vuote, decisi di accettare e di provare. Un costume da pagliaccio tirato fuori dall’armadio dei miei, una parrucca, un trucco base e si parte. Mi vergognai come un ladro.

Non sentivo mio il personaggio, mi vedevo come un ragazzo con una maschera… però fui ben ricompensato e in maniera celere! Perciò la cosa poteva essere un lavoretto per arrotondare la situazione tragica di studente al verdissimo. Continuai fin poi a trovarmi nella necessità di dover creare un vero personaggio e con il sogno di potermi esibire con uno show tutto mio. Il nome particolare fu pensato durante una collaborazione con un altro clown nella quale decidemmo di utilizzare dei nomi che richiamassero ortaggi, pensavamo fosse divertente e per il mio nome si pensò di scegliere il carciofo… di qui Ciofo ed infine Cioffo. Poi ho aggiunto il prefisso MR, che richiama le mie iniziali… e sono riuscito così a personalizzare il clown e a dargli una piccola parte di me che è cresciuta anno dopo anno.

A quali modelli ti ispiri? La clownerie ha una lunga tradizione, mi chiedo se esiste un modo “moderno” di essere clown.

La mia ispirazione passa in particolar modo per due artisti: la storia, la base della clownerie, tutto ciò che è clown si racchiude in un nome: CHARLIE “chas” CHAPLIN, che con il suo vagabondo ha segnato anche il modo di vivere la vita, mia e di Mr Cioffo. Rispondo alla tua domanda dicendoti che ci sono tanti clown moderni che hanno assunto nel tempo una forma più naturale… Mi spiego: il clown viene spesso associato al naso rosso e ad un abito stravagante, ma ora non è più così. Io devo ringraziare un grande clown nascente, si espime adesso in televisione ed oltre ad essere un artista con la “A” maiuscola è un grande amico: Andrea Viganò in arte Pistillo. Un altro clown che mi piace molto è un grande della clownerie, vincitore di due Oscar del circo, unico italiano sulla locandina dei più importanti circhi russi: David Larible… Mi ci ritrovo tantissimo, lo ho scoperto da poco e ho ritrovato tanti movimenti di Cioffo.

A cosa pensa Matteo quando si sta truccando da Cioffo?

Matteo nel momento del trucco, della costruzione del personaggio, credo entri in un mondo suo fatto di piccoli gesti a volte anche scaramantici ed è lì che avviene la trasformazione. Chi mi conosce e chi conosce anche il back stage di Cioffo sa e rimane sempre molto affascinato da questo passaggio Matteo>Cioffo. Negli anni e con lo studio ho imparato a caratterizzare Cioffo, che ormai ha un’identità sua, c’è una decisiva e netta distinzione tra Cioffo e Matteo. Tu conosci l’uomo e hai conosciuto l’artista, per cui sai di cosa ti sto parlando.

A cosa pensa Cioffo quando Matteo lo strucca?

Durante lo show non sento stanchezza, non sento affanno, non sento dolori fisici o altro, non percepisco vergogna, non sento insicurezza. Mr. Cioffo è un clown forte senza vergogna, senza pudore, non vede classi sociali, non vede sesso e non vede età… vede pubblico, vede divertimento e non ha paura di essere se stesso. Nella vita reale purtroppo o per fortuna non si può essere così, forse questo è il vero punto forte di Mr. Cioffo. E’ logico e capisci bene che Matteo, per etica sociale direi, non può essere Cioffo… per cui nel momento dello strucco posso dire che vengono fuori tutta l’umanità e l’uomo, acciacchi dolori stanchezza e tutto quanto… al termine di ogni show sento tutti i miei anni.

Rispetto all’attività di animatore turistico nel suo insieme, come vivi il momento dello spettacolo serale?

Tragico… emozionante… stomaco chiuso… ansia da palco… vivo gli spettacoli di Mr. Cioffo e gli spettacoli dell’animazione sempre come se fosse la prima volta… Paura di sbagliare… paura del pubblico difficile… paura dei commenti e dei giudizi altrui. Tutte cose che sente l’uomo, ma non il clown. Mr. Cioffo vive lo show come se fosse la sua vita normale, senza alcun tipo di paura. È anche per questo che ho deciso di non dare la parola a Mr. Cioffo. Essendo forte, il suo movimento e la sua mimica parlano per lui.

Non ci sente nessuno perciò insisto, oso: ti capita di apporggiarti al tuo lato “buffone” nella vita fuori dal palco? Mi riferisco all’attività di animazione ma anche alla vita di tutti i giorni…

A questa domanda ti rispondo facile, non credo di utilizzare Cioffo nella vita comune. Io da papà ho preso l’ironia e la voglia di sorridere sempre. In questo senso la mia famiglia ha fatto il resto diciamo. Comunque “buffone”…

Hai di fronte a te molte persone sedute, passive… come scegli quelle con cui interagire? Su cosa fai leva per far diventare tutti divertenti? La cosa strabiliante è che quando sei Cioffo li dirigi senza parlare e ci riesci benissimo!

La gente sa di dover dare qualcosa e te lo trasmette… Cioffo vede le facce delle persone e sa chi prendere, non so come faccia. Sa prendere e trasformare le persone, credo che la leva necessaria sia proprio il fatto che la gente si sente leggera e abbia proprio voglia di esprimersi, quindi è facile… ma credo che sia proprio la magia dello show… e la magia di Cioffo. Io stesso rimango scioccato da come risponde la gente, incredibile!

Parliamo ora di Matteo animatore turistico. Come costruisci uno spettacolo di animazione? Mi spieghi un po’ di “dietro le quinte”, il lavoro di squadra?

Il gruppo vince su tutto. E’ fondamentale tenere insieme tante teste, tanti artisti e personalità egocentriche… mica facile! Vediamo, come nasce uno show… dovresti essere qui adesso mentre ti scrivo per capire… si mette sul tavolo l’esperienza e tutta la fantasia necessaria… io scrivo gli spettacoli e le idee… ma la cosa più bella e che adoro sta proprio nella collaborazione con i miei ragazzi. A me piace che i ragazzi si sentano protagonisti in prima persona dello show, deve essere il loro show e la loro creatura, è così che vengono fuori degli show nuovi e molto divertenti!!


In questo blog si parla di sedie, una domanda fissa è: In casa, che sedie hai? Ma tu sei fuori casa per molto tempo durante l’anno, quindi da te vogliamo più informazioni! Vogliamo che ci parli della tua sedia preferita a casa e delle sedie precarie negli albergoni…

Se come sedia può andare anche il sedile della macchina… ecco una sedia che frequento molto spesso per portare i miei spettacoli in giro per l’Italia. Fuori casa la sedia che preferisco è una sedia circondata da altre sedie con tante persone… e ovviamente a tavola, una bella sedia rilassante nei villaggi turistici… il pranzo e la cena sono i pochi momenti dove potersi rilassare davvero.

Giochiamo con le metafore. Per immagine, se tu fossi una seduta, saresti una sedia, una poltrona, uno sgabello, un divano o una sdraio?

Credo uno sgabello. Generalmente gli show li scrivo in piedi perché mi faccio trascinare dall’euforia e quindi mi è impossibile stare seduto comodo. Mi vedo sgabello anche perché divertente ma scomodo, hahahah!

Ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sederti?

Mi sento piu sedia su cui ci si può sedere… perché penso di essere nato per far divertire le persone e quindi faccio accomodare tutti e godere di sensazioni varie.

Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?

Vedendo la sedia come appoggio, come sostegno… credo di sì. Dai miei genitori ho un grande appoggio, sono un bel divanone grosso… Ma ho anche le agenzie che mi sostengono e molte persone che mi aiutano in tutto ciò che faccio, metto tutti insieme perchè sono tanti e non vorrei offendere nessuno! Nel vortice di Cioffo girano diversi elementi: Creativi digitali, Sos vacanze, tutti gli animatori, gli amici, la mia famiglia. Mamma fa i costumi, papà scenografie e attrezzi di scena, mio fratello e mia sorella sono i miei primi fans…
Ecco, credo di aver nominato proprio tutte le mie sedie.


Ci regali una sedia della tua vita?

Dovrebbe esserci sulla mia pagina di facebook un’immagine di Cioffo seduto… ruba tranquilla!

Ho rubato questa, con il sole e il mare di Cagliari, anche se continuerò ad associare il candido Mr. Cioffo alla neve di Bardonecchia.

Info: 
www.mrcioffo.com

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