Passeggiate a quattro gambe

Nuovo dispaccio inglese della socia, che nella mia testa doveva starci una vita là e invece sta per tornare (a proposito, chi è dalle parti di Firenze e deve fare regali dell’ultimo secondo la contatti! dal 22/12). Le è passato lo spaesamento e si fa ciarliera…

Nel tempo libero giro a caso e ho camminato parecchio. Così, proprio per passare il tempo, che da soli scorre più lento, per vedere che cosa c’è in giro, per vedere che cosa offre il posto. E allora ho cercato di passeggiare vicino casa, guardando i giardinetti in fila: quello con il gatto finto aqquattato, quello con i kitschissimi pescatori e la riproduzione del seafront con le cabine e le panchine, quello zen, quello asfaltato alla bruttodio che ti fa tristezza e non solo perché ti ricorda il giardino di cemento di McEwan. Nella zona di Portslade dove abito le casette son tutte in fila, tutte uguali, le vie salgono e scendono, alcune fanno la mezzaluna e se ti metti a camminare a vanvera finisci che ti pare di girare in tondo, tra una road e una crescent. Dietro a qualche vetro, con la tendina appoggiata sul groppino, ci sono a volte dei miciotti pellicciuti che guardano fuori, grati del calduccio di casa. Li incontri fuori se non piove, sui muretti, cicciosi e lucidi, tracagnotti. Alcuni giardinetti regalano robe preziose inaspettate e inguardabili. Senza vergogna mi piazzo, inquadro e scatto.

Ma cammina cammina la strada è lunga e allora prendi il bus e ti fai portare giù e tutte le volte che il bus svolta dopo Wellington cerchi di fare una foto decente a quell’omino seduto sulla “gassie”, che sarebbe la barchetta che usavano i lavoratori per attraversare il canale ma che a te ti fa pensare, dal primo giorno che sei passata lì accanto, a Luca Matti. Ci pensi, al perché, ma non ti viene in mente nulla di quadri o video che richiami quella sagomina e sei sempre di corsa per andare a guardare su internet. Poi dopo un mese colleghi l’omino seduto in barca a quello visto nel suo studio. Evidentemente non serve sempre la ragione.

Per fargli una foto decente ti decidi a scendere a Wellington Rd e appena dopo la curva scopri la Lagoon. Si può passeggiare in mezzo al verde, riposarsi gli occhi guardando i cigni nel laghetto o sedersi su una panchina a guardarsi attorno e a rilassarsi un poco. Che ripreso il cammino si percorre il seafront e allora uno può farsela davvero tutta per chilometri, che tanto ci sono sedute ogni pochi passi.






Sia quelle dove puoi sederti riparandoti dal vento, sia quelle davanti alla spiaggia sulle quali mangiare un panino in faccia al mare. Che durante la notte le frusta coi sassi della spiaggia, a giudicare dall’aspetto della passeggiata dopo le notti di vento forte. Su ogni panchina, una targhetta, a volte ci sono delle date, a volte parole d’amore. Raccontano storie anche queste.

Quando il vento è troppo forte o il tempo è grigio allora si può tornare all’interno e passeggiare in Church Road o in Western Rd e guardare le vetrine. E raggiungere la stazione e passando oltre inoltrarsi nel Lanes. E guardare le vetrine, fare dentro fuori dai negozi, annusare i profumi di tante diverse cucine o semplicemente fotografare a caso, che dappertutto c’è qualcosa che merita.

Che sia dietro a un vetro…

oppure su un muro…

Se la giornata però è soleggiata merita davvero stare di fronte al mare a fare people watching e guardare la gente passare come fosse una sfilata. Non capita tutti i giorni di vedersi passare davanti Buzz Lightyear, per dirne una. E nel frattempo uno può farsi un fish’n’chips, anche se la compagnia dei pennuti è abbastanza invadente. Con la pancia piena è più piacevole ricominciare l’esplorazione. E si resiste meglio alle tentazioni del Pier, dove il profumo di fritture varie, ciambelle dolci, zucchero filato, maialate di ogni tipo ti fa venir voglia di sgranocchiare anche la balaustra.

E’ un po’ un paese dei balocchi, Brighton. Una piccola Bengodi, che ti riempie gli occhi di colori, ti fa respirare l’aria buona, t’ammalia di profumi invitanti e ti sciorina tutto di fronte, in un mix esagerato, una commistione che ti fa sentire a casa e ti regala un senso di esotismo. E a solo un’oretta scopri Londra, un mondo tutto diverso che richiederebbe molto più tempo…


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