Le sedie di Marina Abramovich

Avete presente quel gioco che fanno i bambini, quello in cui ci si guarda negli occhi e non si deve ridere? Lo avete mai fatto tra adulti? Non è semplice guardarsi davvero negli occhi, per un milione di motivi. E’ un contatto senza tatto, ci si può trovare parecchio nudi. Soprattutto, è importante avere gli occhi alla stessa altezza ed essere fisicamente e gerarchicamente sullo stesso piano. Servono sedie, dunque…

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Nata a Belgrado nel 1946, Marina Abramovich si muove nell’ambito della performance art esplorando le relazioni mente-corpo e artista-pubblico.
Nel 1976 inizia una relazione artistica e amorosa con l’artista tedesco Ulay. “I due termineranno il loro rapporto dodici anni dopo, nel 1989, con una camminata lungo la Grande Muraglia Cinese: Marina decide di partire dal lato orientale della muraglia sulle sponde del Mar Giallo, mentre Ulay dalla periferia sud occidentale del deserto del Gobi. I due cammineranno novanta giorni per poi incontrarsi a metà strada dopo aver percorso entrambi duemila e cinquecento chilometri e dirsi addio”, scrive Wikipedia.

1977:
La coppia in una performance di sedici ore senza pubblico, più un’ora davanti ad un pubblico

 
2010:

Al Moma, durante la performance The Artist is present, Marina Abramovich incontra Ulay e si commuove.

 
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