Chairs

Dispaccio da Camilla in terra britannica!

Al momento mi sento un po’ non risultante, non pervenuta. Sono distante, impegnatissima a guardare tutto e ad ascoltare suoni differenti. Perchè dalla sediolina in legno sono passata al sedile di un pullmann mattutino che non mi ha portato verso i boschi come a luglio. Senza neanche una sala d’aspetto ho imbarcato un enorme zaino gonfio di cose e passato un checkin, con la boarding pass in mano, ho preso posto su un angusto sedile d’aereo. Roba low cost, che te ne stai strizzato per non importunare il vicino, il giaccone sulle gambe, nuvole e bianco oltre il finestrino e un bimbetto a darti le pedate nello schienale. Mi ha raccolto un sedile comodo e spazioso profumato di auto pulita che mi ha portato a destinazione. Sballottata tra autobus extralusso con i sedili rossi, i divanetti di un ristorante e gli sgabelli di un sushibar mi sono accorta solo tre giorni dopo il mio arrivo che sto in una casa praticamente senza sedie. I divani, certo. Ma come si puó mangiare sul divano in front of the tv con i tavolini che mentre tagli la bistecchina ti traballa tutto e rischi di rovesciare ogni cosa? E il portatile sulle gambe, seduta sul letto. O per terra. L’unico tavolo con relative sedie è in una verandina esterna, tutta a vetri, sempre chiusa, dove ci sono  parecchi gradi meno che in casa e fa sussultare lo schiocco dei bombardamenti dei gabbiani che strillano passando nel cielo grigio. Io anche se mi guardano strano vado lì, seduta veramente.

Annunci

2 pensieri su “Chairs

I commenti sono chiusi.