Lo Sgabello che voleva diventare Trono

Buster Keaton, The Cameraman, 1928 – immagine da qui

– Ti svelo un segreto. Io ho grandi ambizioni. Voglio diventare Trono.
– Uh, Trono. Addirittura.
– Già, perché adesso tu mi vedi qui, uno Sgabello tra i tanti. Ma io un domani sarò Trono. Sai (occhiata per controllare se le Thonet lì dietro stanno origliando), il Vecchio Scranno me l’ha un po’ fatto capire che ha progetti su di me.
– Ma non mi dire.
– Niente mi fermerà.
Pausa. Che c’è, Sgabello Sfigato, guardi me con aria interrogativa? Mi vedi concorrente? 
– Ah, certamente il tuo impegno sarà premiato. Te lo dico subito, me non mi frega niente.
Ah, così ti rilassi. E poi, che mi costa illuderti? Non vuoi altro.
– Grazie, felice che ci siano sedie come te che si accorgono delle mie qualità.
Un momento, non esageriamo. Non ho detto che sei in gamba, ho detto che ti impegni. E’ molto diverso, idiota.
– Perché io mi sento leader in tutto. Prendi i dettagli, ad esempio. Hai mai visto la mia paglia sfilacciata? Hai mai trovato la laccatura delle mie gambe segnata?
– No, direi di no.
– Mi spolvero tutte le sere, mi faccio anche mettere la cera d’api da mia moglie! Un giorno vorrei che smettesse di lavorare, vorrei darle una vita agiata…
Pausa. L’importante è crederci.
– Sì lei è un po’ rococò della Brianza ma ha una tappezzeria bellissima. Mi fa sempre fare bella figura.
Silenzio da parte mia stavolta. Ho orrore dei mobili in stile, non riesco a fingere. Scricchiolo d’imbarazzo.
– Si è fatto tardi, pausa finita, dobbiamo rientrare.
– Grazie eh. E’ bello quando qualcuno crede in te.
Coglione.

***

– Ciao, è un po’ che non ci sentiamo. Sì ti chiamo mentre sto uscendo con il cane per i bisogni. Corbusier, quante volte ti ho detto di non pisciarmi addosso, quante? Scusa, è un po’ tordo, non capisce. Ma lo fa per giocare eh, e perché mi vuole bene, lui… Ti chiamo ora così non ci sente nessuno. Sai, mia moglie crede che io sia diventato Trono. Ci teneva così tanto, non ho avuto il coraggio di dirle che è saltato tutto per aria… Scusa, non ce la facevo più, a qualcuno dovevo dirlo…
Il silenzio-assenso, che grande bugia. 
Coglione.

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3 pensieri su “Lo Sgabello che voleva diventare Trono

  1. No, no, il vittimista era più cattiva.
    Sarà che quelli con le velleità da arrivisti non li sopporto proprio. Tanto meno li sopporto quanto meno consapevoli sono della propria nullità.
    Sacrosante fustigazioni.

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