Mark Strand, La storia delle nostre vite, 1

immagine da qui

Leggiamo la storia delle nostre vite
che si svolge in una stanza.
La stanza si affaccia su una strada.
Là fuori non c’è anima viva,
un silenzio di tomba.
Le piante sono grevi di foglie,
le auto parcheggiate sempre ferme.
Continuiamo a sfogliare
sperando che ci sia qualcosa,
qualcosa come misericordia o mutamento,
una linea nera che ci leghi
o ci distacchi.
A conti fatti, pare che
il libro delle nostre vite sia vuoto.
I mobili della stanza non vengono mai mossi,
e i tappeti si fanno più scuri ogni volta
che le nostre ombre ci passano sopra.
Pare quasi che la stanza sia il mondo.
Seduti fianco a fianco sul divano,
leggiamo del divano.
Diciamo che è ideale.
E’ ideale.

(…)

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