Mark Strand, Per un’occasione di festa

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Per un’occasione di festa

Sei su una sedia, da nulla sfiorato, e senti
l’antico sé farsi un sé più antico, immagini
solo la pazienza dell’acqua, la noia della pietra.
Pensi che il silenzio sia la pagina in più,
pensi che nulla sia buono o cattivo, nemmeno
il buio che colpisce la casa mentre te ne stai seduto a guardarlo
arrivare. L’hai visto altre volte. Gli amici
sfilano davanti alla finestra, i volti sudici di rimpianto.
Vuoi salutarli ma non riesci a sollevare la mano.
Sei su una sedia. Ti volgi alla belladonna che getta
una rete velenosa attorno alla casa. Assapori
il miele dell’assenza. E’ lo stesso ovunque
tu sia, lo stesso – che la voce imputridisca prima
del corpo, o il corpo imputridisca prima della voce.
Sai che il desiderio porta solo al dolore, che il dolore
porta al compimento che porta al vuoto.
Sai che adesso è diverso, che questa
è occasione di festa, l’unica festa,
che arrendendoti al nulla
sarai risanato. Sai che c’è gioia nel sentire
i polmoni prepararsi a un futuro di cenere,
così aspetti, guardi fisso e aspetti, e la polvere si posa,
e le ore miracolose dell’infanzia brancolano nel buio.

Mark Strand

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