Le strane camminate di Luca Matti la mattina

Ci pensate, ci pensate proprio tanto. Ci pensate al punto che quando passeggiate non vedete ormai altro che sedie. Sia sulla nostra pagina facebook che nel privato delle nostre caselle email ci troviamo omaggiate di poltrone sfondate, panchetti orfani, spuntano accatastate sedie. Ci riempite di regali. Grazie. Grazie a tutti.
E un grazie speciale a lui,  il “padrino” di Measachair, l’artista Luca Matti, che nonostante sia parecchio attivo in questo periodo e impegnatissimo su tanti fronti come sempre, si prende la briga di documentare le sedie che incontra e pure di scriverci. In questo post si vede ben chiaro una cosa, non è la sedia in sé ad interessarci, ma il mondo che si porta dietro (e intorno, sopra, sotto). Non è la sedia, ma la storia il fulcro di measachair. Ma questo penso che si fosse già capito da un po’…

Con il suo permesso, quindi, così com’è nella sua freschezza, pubblichiamo le foto e il racconto che le accompagna e ci immaginiamo Luca passeggiare con la Chicca, il suo cagnolino pipistrello dalla voce acutissima e dal temperamento geloso, per le vie di Firenze. Pensare Luca che cammina e fantastica di chissà quale progetto e butta un occhio alle sedie e il pensiero a noi sciamannate… lo diciamo? Sì, lo dobbiamo dire, ci esce da tutte le parti: son soddisfazioni!

Ciao Camilla, ho immortalato qualche sedia trovata sul mio cammino. Volevo pubblicarle direttamente sulla bacheca di Measachair, ma ho pensato che forse prima dovevano essere sottoposte al giudizio insindacabile del consiglio d’amministrazione…

Ed ecco un po’ il dove e come: dunque, le prime due (quella delle sedie appese al muro e quella del buddha) le ho scattate l’altra sera. Qui dietro casa mia c’è un negozio che vende solo esclusivamente sedie (mi son sempre dimenticato di segnalartelo). Ecco, l’altra sera passandoci davanti ho dato un’occhiata dentro e ho notato subito la poltrona ‘buddhata’ ed è lì che mi siete venute in mente… poi immancabile ho immortalato una parete laterale dove erano appese, una accanto all’altra, come figurine, i modelli di sedie in vendita. Neanche a farlo apposta, la mattina dopo, esco per la solita giratina con il cane e ad un certo punto noto casualmente che su una struttura di tubi innocenti in cima al muro perimetrale della fortezza da basso c’è una sedia appesa. Quando l’ho vista era mattina presto e a quella luce ancora incerta la sedia bianca sembrava quasi un fantasma. Mi dava quasi la sensazione di vedere una persona impiccata, legata, torturata…. mamma mia. Avevo con me la macchina fotografica e per la seconda volta, nel giro di poche ore, ho ripensato a voi e al vostro progetto. Un bacione e buona giornata. L

Per fortuna Luca dice che ” la macchina fotografica è diventata un’escrescenza del mio corpo. Quando la dimentico mi sento incompleto”. E noi da seggioline adoranti incrociamo le gambette sperando in altre passeggiate prolifiche… Riusciremo mai ad intervistare Luca seriamente, a presentarvelo in un post come si deve? Noi ci contiamo davvero e, per ora, ci godiamo il fatto di essere annoverate tra le collaborazioni sul suo sito.  
Se volete incontrare questo artista, questi i prossimi appuntamenti:
*a Bratislava

e gira voce di una personale a breve, che vi segnaleremo sicuramente 😉

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