Intervista a Ella Ruth Cowperthwaite

Ha vent’anni, vive a Sheffield e si muove molto bene in rete, facendosi conoscere come fotografa di moda. Scovata non so in che modo su Tumblr per via del suo Chair Project, con Ella Ruth Cowperthwaite è iniziato un dialogo piacevole e pieno di sgrammaticature inglesi (mie) e di paziente ed educata comprensione (sua). Tra le chiacchiere, l’inaspettata occasione di descrivere il progetto measachair in inglese. Sfrondato dai dettagli e delineato nei suoi tratti essenziali, il nostro viaggio da sedute regge ed Ella ne ha colto subito tutti gli aspetti, interagendo con me non solo da fotografa ma anche da studentessa di psicologia.

Osservo questo giovane mondo femminile, pieno di entusiasmo e intraprendenza, e lo documento, chiedendomi se c’è in Italia una ragazza di vent’anni come Ella Ruth. Se la conoscete segnalatemela, avrei qualche domanda anche per lei.

Siediti e dimmi, chi sei? cosa fai nella vita?
Ho vent’anni e sono una sognatrice, al momento impegnata a trasformare la mia attività di fotografa part time (mentre studio psicologia) in un lavoro a tempo pieno! Amo l’arte e la capacità di esprimere creatività facendo sorridere o pensare. Sono anche una gattofila, una maniaca della musica dal vivo e una sostenitrice convinta della necessità di riempire la vita di passioni, lasciando andare tutto il resto.

immagine da qui
Ho visto diverse sedie come elemento di scena nei tuoi scatti di moda e vedo che le usi spesso decontestualizzate, all’interno del paesaggio: un bel contrasto. Parliamo prima di tutto di Chair Project.
E’ stato come un innamoramento per Chair Project. Stavo selezionando parecchie idee per la costruzione di nuovi concept e ho notato che molte immagini contenevano sedie, sembrava quasi un pattern ricorrente.
Questo mi ha fatto pensare ad altre situazioni in cui le sedie possono essere rappresentate senza essere necessariamente solo “sedie” ed è diventato evidente che avrei potuto sviluppare questa idea in un piccolo progetto. Mi interesso anche molto di arredamento e design, credo dipenda anche da questo.

Mi allontano dal tema centrale di questa intervista per chiederti che relazione c’è, nel tuo lavoro e nella tua ricerca stilistica, tra moda e memoria, moda e natura. Mi piace l’atmosfera sognante delle tue fotografie.
Si tratta di una scelta estetica. Mi piace come l’ambiente appare in fotografia, c’è qualcosa di bello nelle piante non potate con le loro mutevoli sfumature, nella luce naturale. Penso che ognuno ci si possa rispecchiare e in qualche modo questo tipo di ambientazione sposta l’attenzione più verso l’immagine artistica che verso i soli vestiti. Sono così annoiata da questo!

Ella Ruth by Elly Lucas

Parlaci delle sedie di casa tua: sono pezzi di design contemporaneo o oggetti tradizionali?
In casa mia c’è di tutto! Mi piacciono le sedie retrò in colori accesi, i grandi divani comodi, le sempliic sedie da cucina, le sedie con gli arazzi sulla seduta cuciti da mia nonna…un po’ di tutto.

Se tu fossi una sedia, che tipo di sedia saresti?
Domanda complicata! Sarei una poltrona sacco, che può essere qualsiasi cosa si voglia: una sedia, un cuscino, un letto (nel mio caso, dove restare insonni). Per di più vedo qualcosa di amichevole in una persona che possiede una poltrona sacco, sono accoglienti!

Immaginati in una relazione e paragonati ad una sedia. Lo so è una domanda strana…
Sono probabilmente diversi tipi di sedia, di volta in volta. Sono piuttosto indipendente e mi piace essere di supporto alle persone che mi stanno vicine, direi che ha senso la domanda!

Hai mai incontrato qualcuno che per te è stato una sedia?
Diverse persone. Recentemente ne ho incontrate alcune che credevo fossero sedie per me (per continuare la metafora) e che si sono rivelate inattendibili. Questo mi ha mostrato chi sono le vere sedie della mia vita :]

Ci regali una sedia significativa della tua vita?
Certo! La mia poltrona sacco. E’ stato un acquisto d’impulso, cosa che non mi è abituale, e me ne sono letteralmente innamorata. Ha le dimensioni di un letto a due piazzo e può assumere la forma di poltrona, divano, materasso, qualsiasi cosa! Quando sono a casa mia, a Sheffield, vivo praticamente sulla mia poltrona sacco!

immagine da qui

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Sit down and tell us: who are you? what’s your job?
I’m a twenty year old dreamer currently chasing after my aspirations to turn my part time photography career (alongside a psychology degree) into a full time occupation! I love art and being able to express creativity in a way that makes people smile or makes them think. I’m also a cat lover, a live music obsessive and a firm believer in filling your life with the things you love and letting go of all the rest.

I saw a lot of chairs in your pictures and I love the contrast between nature and furniture… but let’s start from Chair Project.
I kind of fell into the idea of the chair project. I had been sketching out lots and lots of conceptual ideas for new images and noticed that there seemed to be a bit of a pattern forming in that a lot of the images incorporated chairs. That got me thinking of other ways chairs could be portrayed in art, without just being “a chair” and it became apparent that I could make this into a little project. I’m also really interested in furniture and its design, so it really appealed because of that as well.

What is the relationship between fashion and memory, or fashion and nature in your style? I really like your dreaming atmosphere. 

The relationship fashion has with nature in my work is very aesthetic-based. I love the way natural environments look on camera – there is something beautiful about overgrown plants with their ever-changing colours and the availability of natural light. I guess anyone can relate to it and it helps turn a fashion image into more of a general piece of art rather than something solely about the clothes – I’d get bored with that!

Tell me about chairs in your house. Are there contemporary design pieces or familiar and traditional objects?
There are all sorts of chairs in my home! I love retro chairs in bold colours, big comfy sofas, simple kitchen chairs, chairs with tapestries on the seats stitched by my grandma…a bit of everything.

If you were a seat, what kind of seat? a chair, a bench, an armchair, a sofa, a deck chair in front of the sea…
Tricky question! Going back to the previous question, I’d like to think I’d be a beanbag…they can be anything you want them to be – a chair, a pillow, a bed (if you’re me and fall asleep on them!). Plus there is something friendly about a person who has a beanbag, they’re homely!

Imagine you in a relationship. Do you feel as a confortable chair or do you prefer being the seated one? (strange question, I know…)
I’m probably more of a chair in relationships of all kinds. I’m quite independent and I love being there to support the people close to me, so that would make sense!

Have you ever met someone who were a seat for you? I mean in the sense of giving help.
Many people. I’ve recently had people who I thought were seats for me (to continue the metaphor!) turn out not to be so reliable and that has shown me who the real seats are in my life :]

Could you give us a story of a significant chair in your life?
Yes! My beanbag! It was an impulse buy, something I don’t do very often, and I have pretty much fallen in love with it. It is about the size of a double bed and can be moulded into an armchair, a sofa, a mattress, anything! When I’m in my Sheffield home I pretty much live on that beanbag!



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