A come Attesa

Felice Casorati, immagine da qui

Spesso chi è seduto attende. Quella sedia diventa dunque un luogo fisico o immaginato dove il tempo e i desideri restano a mezz’aria, indecisi o arresi. C’è chi sta scomodo in attesa, si tormenta, cambia spesso posizione e si produce in tic e sgambettii. I più attendono attrezzati: qualcosa da leggere, qualcosa di
elettronico, e non si sa se ciò che stanno consumando vale per separasi dal mondo o per stare connessi. L’attesa disconnessa è parecchio coraggiosa: non è facile affrontare il silenzio. C’è poi chi in attesa ci vive e ci si rifugia. Ce ne sono anche di insospettabili, sapete? Un gran movimento esteriore, corse su corse e tanti risultati ma poi, nel silenzio, conta solo un luogo sospeso, indefinito e riposante.

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