Sara e la sedia culla

Un’altra sedia raccolta a San Salvi.
Sara al momento non lavora ed è in una fase in cui sta cercando di capire cosa vuole fare da un punto di vista professionale. Oh come la capiamo! 
La acchiappiamo al volo, suo figlio e una Biondina saltellanti e pennarellomuniti intorno, e cerchiamo di intervistarla. Non è facile: la confusione, la timidezza, i marmocchi…
La qualità dell’immagine e i loschi figuri che si intravedono sullo sfondo danno l’idea del caos? Ecco, sappiate che Sara è molto più bella di così, ma ci piace ricordare un po’ di quella folle atmosfera.

“Vorrei continuare a fare l’architetto – racconta- ma è un momento un po’ particolare. Proprio in relazione a questo se dovessi paragonarmi ad una sedia sarei la Sedia Moderna di Uwe Fischer per B&B Italia, una sorta di poltroncina più che una sedia, con la seduta larga e lo schienale basso. Mi piace molto perché ci si sente protetti ed è utile per pensare, perché gira e mi cullo…

L’ho amata fin dal primo momento che l’ho vista e poi l’ho acquistata… due addirittura!
E infatti hanno un significato speciale, le ho comprate in un momento in cui rispetto ad ora avevo una passione molto forte per l’arredamento e il design. La passione c’è ancora, ma diciamo che i fatti l’hanno un po’ sopita. Ma queste sedie, che per me sono state anche uno sforzo economico, sono lì a ricordarmi che quella parte di me c’è ancora, la passione è ancora lì. 
Mi piace fantasticare su ciò che acquisterei… sicuramente la sedia del designer Harry Bertoia, in rete in tubolare d’acciaio che sembra una sedia scomoda invece lo è solo all’apparenza: in realtà è comoda e accogliente. 





Perché diciamolo – e qui parlo da architetto – la sedia non è un complemento! ha una sua personalità anche come oggetto a se stante! Ormai è un oggetto esplorato, anche in termini di estetica… resta la ricerca legata al tema del riuso e della compatibilità ambientale. Pensa che ho visto da qualche parte una sedia con la memoria, composta con un materiale particolare che “ricorda” la posizione…”


e li vediamo brillare, gli occhi dell’architetto Sara! E sono proprio belli!

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