Melissa Cappelli: una sintesi della sua ricerca

Dopo aver introdotto Melissa Cappelli e dopo la lunga chiacchierata con lei, abbiamo pensato di raggruppare le sue sedute artistiche in una sintesi, guidate dalle sue parole. 
Tutto ciò è materiale inedito per il web e ne siamo particolarmente orgogliose. 


Un ripasso del lavoro di Melissa e, speriamo, un arrivederci a presto.

Ho sempre avuto affinità con il soggetto sedia, la sedia esprime il momento in cui ci si ferma a pensare, a riposarsi, ad aspettare. La sedia è l’oggetto che meglio esprime la fisicità umana.

All’inizio del mio percorso la sedia conteneva la persona, l’avvolgeva, la circondava, la racchiudeva e la costringeva; infatti i primi esemplari erano il risultato di performance, in cui il corpo si ri-trovava in movimento o immobile.

Poi la sedia si trasforma: da oggetto che contiene l’essere umano, diventa simbolo della persona stessa, esempio umano di staticità, con gambe, braccia e testa. In questi lavori le sedie sono tutte ricoperte con pezze di cotone stampate a mano con la tecnica calcografica, ricamate e ricucite sempre a mano direttamente sulla sedia.

Infine, un ritorno alla sedia narrativa, ma questa volta va incontro allo spettatore, non lo ingloba ma lo coinvolge…

L’inizio di tante, tantissime, infinite storie possibili.

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