Le sedie di Letizia

Proseguono i racconti di sedie catturati a a San Salvi.
E’ il turno di Letizia, toscanissima, designer di borse ed eccentrica q.b.

E’ passata a trovarci, dai e dai potevamo resistere? No, perciò ad un tratto chiacchiera chiacchera di varie cose tra cui di un sogno molto travagliato nel quale si trovava intrappolata ci siamo guardate e abbiamo pensato Ok, se ci racconti questo, puoi raccontarci una sedia! E l’abbiamo incastrata: Ma parliamo di sedie! Faccia perplessa. Ma su, parliamone: Siediti e dicci, chi sei? parlaci delle sedie della tua vita. Di che sedie usi, che sedia sei, che sedie hai incontrato…


Ed è uscito questo fiume:

“Ovvia cominciamo, lo sapevo che mi toccava! Da dove inizio? Le sedie, ah, sì, ecco, allora… Cosa o chi sono? Pensavo fosse difficile invece alla fine ho scoperto, da poco, che sono io e basta.
Il problema è spiegarlo perché non sono sempre uguale e allora come fai…. E poi sto crescendo… Hai presente il sogno che ti ho raccontato che secondo te è una nascita? Ecco, il problema è che ancora devo passare dal buco, lo sto cercando ma le scale erano troppo strette. Sto tentando la via del buco nella parete con gli scatoloni accatastati, ma son parecchi, facciamo che te lo dirò quando sono di là!! E poi, boh, io c’ho sempre davanti agli occhi l’omino dell’insegna verde, sai quella dell’uscita di sicurezza? E lui mi distrae.. E’ sempre lì che corre… lui corre verso… io invece scappo da….che se poi mi raggiunge il cervello sono fritta, dopo mi tocca ascoltarlo!
Comunque in tutto questo rimuginare ogni tanto disegno qualche cosa, borse di solito… a volte anche abiti… ma da grande vorrei fare anche altro, ci sto studiando sopra (letteralmente).
Comunque di solito le sedie le uso come sedie e basta (sgrana gli occhioni)… ogni tanto come scaleo per arrivare agli scaffali alti, ma di solito mi ci siedo.
Le borse a volte le disegno per terra, sul tappeto, oppure sul letto, mi sento più a mio agio.
Ma ho anche una sedia da lavoro, la mia sedia in ufficio. Ah sì quella è proprio la mia! E’ l’unica sedia inclinata in avanti e quindi, quando ti ci siedi, dolcemente scivoli verso il basso. Ho provato in tutti modi a scambiarla, a rifilarla a qualcuno. Ma nulla, torna sempre al posto suo…
E dunque sto lì, in quella posizione strana: mi devo puntellare per non cadere, soprattutto se mi metto qualcosa di scivoloso tipo calze di lycra.
Le sedie in casa? hai presente lo stile “cucina di mobilificio post moderno”? massì, lo stile “poco”… alla fine: “sso sedie”, bianche con l’imbottitino bianco e le gambine di legno bianche”… ssso sempre sedie…
Però quelle del salotto sono tappezzate a rigoni e la struttura di legno ricorda quelle antiche…. Insomma… che sedie di design che mi ritrovo!! (e ride!)
Il mio pezzo forte, invece è il set etnico di 4 sedie legno orientale color ciliegio, squadrate, schienale alto e dritto di legno pieno con scanalature. Sono sedie pesanti, adagiate sullo scaffale in garage. Loro sono lì dall’ultimo trasloco e hanno così tanta fiducia in me che ancora mi aspettano.
Che poi io mi vedo come seduta sempre diversa: “Pouff con i chicchi di sabbia di Fantozzi”, quello che quando ti siedi si sforma e ti trovi sdraiato per terra….ma certe volte poltrona “Chesterfield” in pelle oppure “Chaise Longue” in cavallino muccato… dipende, anche l’abito fa la sedia certe volte.
Però, se ci penso ancora un po’, ogni tanto mi viene la tentazione di non essere sedia ma…“culo”… per adagiarmi su qualche sedia a spregio…vendicativa!
In realtà forse mi dovrei sentire più l’omino che crea le sedie! (magari!!) O forse sono la sedia dell’omino che fa le sedie… boh! Quali sedie ho incontrato? Mah.. sedie no… qualche divanetto c’è stato e poi sgabelli, tanti, rotonti e quadrati, ma sempre sgabelli, anche un paio di sedie a rotelle comunque. Ma forse la sedia con le rotelle sono proprio io, sto andando velocissima. Deve esser qualcosa che mi porto dietro da quando ero piccola. Mi nascondevano i pattini e allora io mi legavo le macchinine sotto le scarpe e andavo con quelle!
Oh noto che ho un rapporto controverso con ste sedie!
Una volta da piccina con una ci ho litigato. Era una sdraio di quelle apribili in alluminio tubolare con poggiapiedi allungabile. Il problema era già l’apertura, ma soprattutto era fatta di fili di plastica… quelli a tubicino (tipici degli anni …..tanta) che piano piano si allentavano e quando ti sedevi le natiche toccavano terra… Oltre a questo, la sedia mi odiava perché quando mi ci mettevo io si chiudeva e io rimanevo sempre in mezzo, come la fetta di mortadella nel panino!!! E mi ricordo ancora il colorino verde sbiadito dei fili di plastica. Finalmente un’estate si è sfilato il tubino di plastica in cima e si è sfatta tutta… ciaooooooooo sdraio!!!
Via giù, ma che cosa mi fai raccontare!!!”

Ok, torniamo seri. Parlaci di moda:

“Di solito disegno borse (da donna per lo più) e giro un po’ per cercare i materiali con cui si realizzano o almeno provare a trovare qualcosa di nuovo e di carino. Questo faccio.
Si guarda una sfilata di qua, una fiera di là… quando lavori per gente seria un viaggetto a NY o Parigi… e via. Insomma la moda se lo vuoi sapere è così, l’abito fa il monaco.
Solo che poi dentro l’abito di solito il monaco non c’è e allora ti trovi tante belle gruccine con abiti appesi, molto glamour, però sempre grucce!
Poi però c’è quello che io vorrei fare… allora mi invento le mie borse e le faccio come mi pare a me e non per gli altri. Ma forse non piacciono… ma non importa alla fine mi garbano a me!!
E poi da grande vorrei fare anche qualcosa di diverso.
Mi piacerebbe tornare a lavorare con le mani, fare un po’ di abiti come a volte mi vengono in testa. Oppure riciclare le nuove competenze sul vecchio lavoro e proporre qualcosa di differente. Boh, per ora si cammina (anzi si va a rotelle) poi vediamo… lungo la strada si raccatta tutto… poi arrivati in fondo vediamo, si butta tutto in mezzo e si inizia a tirare fuori quello che può servire.”


E’ travolgente Letizia e anche molto presente in rete, quardate qui:

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