Le sedie a sorpresa di Luca Matti

In questi giorni a Firenze, alla Biblioteca delle Oblate, c’è una mostra che si chiama Riarteco.  Ecologia, riuso, arte: potevamo non andare a curiosare?

Ho visto cose alle quali speriamo di riuscire a dar spazio qui su measachair. 
Io ero lì principalmente per salutare Luca Matti – lui che su questi temi è un reale pioniere – e per vedere la sua installazione Areonautico, un’enorme scultura realizzata con camere d’aria, un umanoide mutante che spicca il volo.

Al volo scatto una foto testimonianza dell’evento. Troppo al volo. È mossa. Luca poi mi dice “vengo sempre mosso… Dovrei smanaccare meno, ma non mi riesce” e io penso che ce ne fossero che sorridono e smanaccano come lui! Va veloce, Luca, altro che smanaccare.

Perché se Nina è la madrina inconsapevole di measachair, va detto che esiste anche un padrino, altrettanto inconsapevole, che ha alimentato il dialogo tra noi seggioline.
E’ andata così. Quando ho parlato di Luca Matti sul mio blog, tu Stima l’hai subito notato e lì abbiamo incominciato a gestire insieme il nostro primo tumblr, che non era una raccolta di sedie ma di immagini d’altro genere. Lì in mezzo le sue opere ci stanno benissimo. Fatto sta che quando ho avuto il piacere di visitare il suo studio, mi sono trovata lì in mezzo rigida come un baccalà, in piedi, quasi in spregio alla sua grande generosità nell’accoglienza, con la bocca a forma di O. Tra i palazzi e il petrolio, le sculture, i disegni, le tele… io son rimasta affascinata anche dal contorno: tante poltrone, sedie e anche uno sgabellino, visto senza averlo guardato e ritornato alla memoria giorni dopo. Mi sono limitata, al tempo, a metter da parte quell’impressione. Ma quando measachair ha preso una forma e un nome ed è diventato qualcosa, ho chiesto a Luca se mi raccontava qualcuna di quelle sedute che avevo visto in studio. Luca, generoso, ha fatto di più e una mattina ho trovato nella posta elettronica immagini che non mi aspettavo. Aveva perso tempo per fotografarle e mandarmele!

Ed eccole queste sedie d’artista:

il Ciclosgabello

la Poltrona riccio

La poltroncina rivestita di gomma

Quando ho visto il Ciclosgabello non ho saputo trattenermi: era proprio quello che era riemerso ed era finito in uno dei miei soliti troiaj! Che gioia! Confesso che nello studio, io che sono una guardona, ho visto anche altre sedie interessanti ed evocative e mentre lo ringraziavo del regalo inaspettato, da vera ingorda già cercavo di farmi raccontare anche quelle. Siamo rimasti d’accordo che appena avremo tempo, parleremo di sedie e giocheremo all’intervista. All’impazienza si mescola la gratitudine e in verità io credo che aspetteremo quanto ci sarà da aspettare senza fargli fretta. Perché giocare è roba seria e richiede tempo. E poi perché senza Nina e Luca noi due a quest’ora non ci staremmo divertendo tanto.

Annunci

Un pensiero su “Le sedie a sorpresa di Luca Matti

I commenti sono chiusi.