Il nostro prossimo appuntamento.

San Salvi, Firenze, negli spazi di Chille de la Balanza

Via Stima, prendo coraggio e te lo dico, che il tempo passa e tu devi organizzarti. E’ già in ponte un nuovo appuntamento. Ma prima vorrei raccontarti di queste sedie qua sopra. Oggiù, sì, parto da lì cosí ti infilo nei cenci un poco alla volta. Eravamo rimaste che ero andata a trovare Claudio e Sissi per salutarli. Mentre ero lì noto le sedie qua sopra. Vedo che ce ne sono diverse sparse in giro, simili, tutte con un numero sullo schienale. Uno è sbarrato, mi chiedo se per caso o no. Allora ci provo e in mezzo a un viavai continuo, passaggi, entrate, interruzioni e riprese, riesco a tenere un filino. Mancano dei pezzi, ma tu immaginati prendere tredici frammenti da opere di Beckett, metterli insieme e farne tredici atti. Poi aprire lo spettacolo a soli tredici spettatori. A ognuno consegnare una sedia numerata, un ombrello, una matita, un block notes con la parte iniziale dello spettacolo e una bicicletta. Perché proprio tredici spettatori? Perché questo numero simboleggia il confine tra la vita e la morte. Sulle sedie, tredici numeri primi. Anzi, dodici, perché una porta come numero l’uno sbarrato. E io me li vedo questi tredici montare sulla bici, arrangiarsi all’equilibrio con la sedia, l’ombrello e un grosso punto di domanda sulla testa e raggiungere lo spazio esterno del padiglione dove ha sede la compagnia. Lì, lasciare la bici e trovarsi a una veglia funebre che si svolge come una serie di cose pressoché incomprensibili. Con momenti in cui devi spostarti, o magari aspettare. E quindi interagire con la vedova, che ha dapprima il vestito nero del lutto e dopo indossa il vestito bianco della rinascita. Due becchini clown, che si incaricano volta volta di varie cose. Tredici fosse per la bara, che non vuol sapere di entrarci e che finiranno per ospitare le biciclette, seppellite dalla vedova al posto della bara e poi recuperate alla fine. E una struttura a parallelepipedo fatta di tredici postazioni, tredici teche schermate l’una dall’altra da una membrana nera, dove ognuno posizionava la propria sedia e veder da lì la propria porzione di spettacolo. Essendo novembre si era provveduto all’ombrello. Per ognuno lo spettacolo si presenta come una rappresentazione diversa; nel mentre vengono offerte le tipiche cose della veglia. Il rosolio, i pasticcini, i fiori… qualche cosa per rinfrancare lo spirito e il corpo. A turno gli spettatori vengono portati, ad uno ad uno, all’interno del padiglione, dove accadono altre cose. Davanti ad un enorme occhio dipinto su lastre di metallo ascoltano un’altra parte ancora dello spettacolo. Senza sapere che all’esterno, lasciato il block notes incustodito, saranno derubati e quando la vedova li riprenderà per mano e li riporterà fuori ne troveranno uno diverso. L’occhio come simbolo tornava sempre. Anche la bara, allegrissima, su modello di una bara africana, da lontano si capiva che era tutta decorata da una tessitura di occhi. In tutto questo bailamme c’era anche, tra i “personaggi”, un agnellino, vero, vivo e vegeto. E quando più tardi è stato acceso il bracere e sono state offerte costolette d’agnello i poveri spettatori han sofferto e rifiutato, straniti, scossi. Perché i Chille de la Balanza sono così, giocano e scherzano e ti tirano dentro e poi vieni via e ti hanno strapazzato davvero, bonariamente ti hanno costretto a soffermarti su cose che se ti avessero fatto un pippone moralista non avresti mai sopportato. Insomma, a questi poveri tredici han fatto passare una serata ben strana, aspettando uno spettacolo che non si capiva bene che forma avesse, che storia raccontasse e quale parti si stessero perdendo. Nel finale la bara si spalancava, ed indovina un po’…. era vuota!

Ecco, adesso che ti ho rintronato e ti ho dato un’idea di quale aria surreale si respiri intorno a loro, ti dico che ovviamente, parlando di tutte queste sedie, ho parlato di Measachair. E si sono entusiasmati. Claudio che stava scrivendo programmi e documenti ha preso la palla al balzo e ci ha inserite in una giornata che si svolgerà a breve. Io spero che tu non abbia impegni il 13 Maggio. E ti dico anche che Sissi ha fatto anche un altro spettacolo in cui gli spettatori dovevano portarsi la sedia da casa ma di quello le chiederai tu direttamente.

E dunque, riassumendo:

PROSSIMO APPUNTAMENTO
Firenze, San Salvi

nel corso della festa 
si giocherà con le sedie

per i dettagli prossimamente, quando li conosceremo anche noi…
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5 pensieri su “Il nostro prossimo appuntamento.

  1. a parte lo sciopone organizzativo, che ormai ci sto facendo l'abitudine.
    mi chiedo.
    ma con che criterio hanno selezionato quei 13?
    vabbè glielo chiedo io, segnerò sul quadernino arancione.

  2. Oh, cazzarola! Questa volta voglio esserci! Spero in calendario ci sia qualche cosa riguardante le sedie o altro anche di mattina, perchè mi piacerebbe esserci in libertà… altrimenti mi toccherà portarmi dietro “il mostrino” e non credo che sia una situazione adatta a lei…

  3. Anche perchè le vostre iniziative se non le si vede dal vivo difficilmente le si capisce fino in fondo. (con 'ste sedie mi state mettendo addosso una curiosità che non vi dico!)

  4. Su' da quel che vedo sul programma il tutto inizierà alle 16…
    vengo anch'io con la Bionda…e spero che regga…ma è uno spazio verde, aperto, dai che si divertono!

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