Intervista a Carlotta Compagna

 
“Questa sedia la trovarono due mie amiche l’anno scorso, la portarono a scuola ed è rimasta sempre lì nell’aula occupata”.
Lei, Carlotta Compagna, in arte Carlotta Igor Följeslagare, è una sedia rosa. 
Lo è da tempo e con convinzione.
Ci siamo sedute con lei a chiacchierare e in un attimo ci ha resto il blog più seduto e colorato sulla scena web. 

1) Siediti e dicci: Chi sei, che cosa fai?

Il mio nome è Carlotta Compagna, sono una studentessa di un liceo artistico della mia città (Napoli) e writer a tempo perso. Ho 16 anni. 
2) Allora diciamo che il tuo campo professionale sono “i muri”. Con i muri le sedie, che c’entrano? Hanno una sfumatura speciale, un significato?
I miei lavori girano intorno alla “sedia rosa” che è diventata una tag. 


Le sedie mi sono sempre piaciute e mi piaceva disegnarle. Poi un giorno vidi una sedia rosa in strada e la trovai bellissima, pensai che se un giorno avessi voluto essere rappresentata in qualche maniera avrei scelto assolutamente quella bellissima sedia rosa.

Per me la sedia può essere considerata un oggetto anonimo, ma può assumere tutti i tipi di forma in realtà, la amo perchè esiste da sempre ma nessuno l’ha inventata la sedia, ognuna ha una sua storia. Per me è oltre a essere bella ha il suo perchè di geniale, una forma esile ma una struttura forte, “massiccia” come si direbbe qui.

3) Sei studentessa. Soffri a stare ferma, seduta a studiare?

La mia scuola penso che non vorrei cambiarla con niente e per niente al mondo. 

  
4) In casa, che sedie hai? E perchè? Cosa dicono i tuoi di questa tua fissa?
  
Nella mia camera ci sono cinque sedie: la mia rosa che dipinsi io, due rotte che ho in mente di ridipingere sempre del medesimo colore, una piccolissima e una a forma di “pink fat cap” gigante… un tappino per bombolette adattato a sedia. Ecco, questa è nonna. 

A questo punto almeno tre inchini. Uno a Carlotta, uno alla Pink Fat Cap e uno – più profondo – alla nonna.

Certo, i miei all’inizio non volevano che facessi graffiti come tutti i genitori apprensivi, poi hanno iniziato ad appassionarsi come me e hanno iniziato a venire alle jam e agli eventi hiphop, dove c’era musica ragazzi che pittavano ballavano, sisi l’hanno presa molto bene!

5) Ti senti sedia rosa. Perché proprio quella? 

La sedia è come vorrei essere: bella, forte, eterna. Il rosa è un colore che rappresenta abbastanza la mia personalità fragile e emotiva… poi sono bellissime le sedie rosa! 

6) Ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sederti?

Mi sento una sedia che ha bisogno di una sedia và!

7) Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?
Posso rispondere che ho incontrato un falegname! diciamo che è come se facesse uscire una bellissima sedia da un pezzo di legno grezzo!! no ti prego smettiamola con tutte queste analogie similitudini e metafore mi fai sentire troppo intellettuale!! 
8) Resisti, l’ultima. Ci regali una sedia della tua vita?

A questo punto Carlotta ci inonda di sedie. Anche perchè le colleziona, disegnate dagli amici.

Le sedie sono in continua raccolta…è sempre bellissimo vedere le idee differenti che hanno tutti ed è divertentissimo vedere anche le diverse reazioni che hanno avuto a questa richiesta. Altri mi hanno regalato i disegni spontaneamente e c’è stato un periodo dove tantissima gente mi inviava sedie dalla mattina alla sera…è stato uno spasso!

Rigraziamo Carlotta, i suoi sedici anni e la sua sedia rosa. Tutto ciò promette molto bene! 

Ed eccone qualche esempio di sedia amica:
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11 pensieri su “Intervista a Carlotta Compagna

  1. Complimenti a Carlotta, alla vitalità dei suoi 16 anni pieni di contenuti e a voi per averla scovata a intervistata! 🙂
    Sì, promette bene…

  2. la solita sbattutella che si sente la grande artista, niente di che davvero .

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