Intervista a Francesca Ballarini


Di Nina abbiamo parlato tra di noi e sui nostri blog. Di Nina, ovviamente, abbiamo già parlato anche qui.

Oggi parliamo con Nina e pure con Francesca Ballarini. Insomma, se contiamo anche gli pseudonimi e gli alterego da blogger, di sedie in cerchio ne dobbiamo mettere almeno sei. E chissà se bastano.

Questa donna bellissima ci ha parlato per parole e per immagini, com’è abituata e come ci piace. Pensavamo di essere profonde conoscitrici del suo blog e lei ancora una volta è riuscita a stupirci, andando a pescare anche post remoti.

Del resto le sedie sono così, spesso sono oggetti della memoria, pretesti per entrare in contatto con le proprio radici. Radici profonde e trasportabili, come dice Francesca/Nina.

Ecco l’intervista.

1) Siediti e dicci: Chi sei, che cosa fai?
Francesca e Nina assieme, ed entrambe rispondono illustratrice/visual designer.

2) Nel tuo campo professionale (ma direi nel tuo linguaggio artistico) le sedie, che c’entrano? Hanno una sfumatura speciale, un significato?
Mi attorniano mi accolgono mi sorreggono.

3) Su che sedia lavori? è scelta o casuale? influisce su quello che fai?
(la nostra domanda per Francesca viene presa al volo da Nina e mentre ci immaginiamo Francesca con matite nei capelli e tra le dita a disegnare durante un viaggio in treno, oppure seduta sul gradino di casa a prendere il primo sole della stagione, o direttamente di fronte al mare o accoccolata su una delle poltrone di casa, Nina ci regala le sedie del suo mondo, quelle che ispirano Francesca e la fanno fantasticare.)

Una in particolare, ritorna sempre. La classica di legno con lo schienale a metà e con le pagliuzze sulla seduta.

l’originale qui

Quella di cucina di casa, e di casa di mia nonna, penso sia per questo. Ma son proprio belle da disegnare! All’infinito.

l’originale qui

E poi la poltroncina un po’ retrò, che ritorna anche lei 

l’originale qui

più grande di me che pare sempre mi racconti una storia. Non so ancora a quale ricordo sia legato, lontana, una visione che mi ha fatto bene in qualche tempo: quando lo scoprirò mi riposerò su di lei.

4) In casa, che sedie hai? E perchè?
Quelle di cui prima, e una grande poltrona di pelle che anche lei torna, ormai è personificata, perché mi ha visto crescere, e io sono un’animista, lo riconosco.

l’originale qui

E poi dei “troni” scomodissimi ma che fanno casa, marrone scuro col cuscino che ci sprofondi dentro, non comodamente. Lo schienale è durissimo e sempre stato troppo alto per me. Però le amo. Mia madre le ha ricoperte nel cuscino negli anni e hanno strati di colori, come i tronchi degli alberi che segnano gli anni per ciascun anello. Substrati di sedute. 

5) Tornando a te. Per immagine, se tu fossi una seduta, saresti una sedia, una poltrona, uno sgabello, un divano o una sdraio?
La sedia di cui sopra, ma sospesa. Sospesa è spesso, come un rincorrere buffo tra me e lei, chi sta più coi piedi per terra?

l’originale qui

È un po’ ciò che ti fa star ferma, ma la testa dell’uomo o i sogni o la capacità di immaginare è così forte che non sei davvero seduto lì e lei viene via con te. Le dai tu la radice, alla sedia dico.

l’originale qui

6) Ti vedi più la sedia su cui gli altri possono sedere o alla ricerca della sedia su cui sederti?
Nessuna dei due, per fortuna le sedie son sedie, e solo loro possono esserlo. Quando poi una persona-sedia si siede su una sedia? Impiliamo sedie, non c’è forse più movimento? Fossi una sedia me la prenderei!

7) Nella tua vita hai mai incontrato persone che son state per te una sedia?
Come sorreggere, uno dice sì, ma come scrivevo sopra, preferisco un paio di braccia che mi prendano e mi facciano ballare. 

l’originale qui

8) Ci regali una sedia della tua vita?

Orpo dimenticavo! sai che è un po’ come la storia della poltrona del punto 4? anche a me ha visto crescere da piccina. Il testo è scritto sul disegno:

“C’è una poltrona in casa mia.
E’ bella, fresca, accogliente e vecchia.
E’ qui da prima di me, le porto rispetto.
E poiché c’è sempre stata, e io no, non l’ho guardata mai a fondo.
E ora che la disegno posso dire che la conosco.
Ha tante rughe che partono dai suoi bottoni, che forse sono i suoi occhi. E quelle mille pieghe che si diramano disegnano strane reti, è come se fossero tutte la linea della vita della Mia Poltrona.
E penso a tutte le volte che mi ha accolto, un corpo che cresceva”.

Annunci

11 pensieri su “Intervista a Francesca Ballarini

  1. sedie impagliate??
    celò! 🙂

    e pensare che stavo per chiudere il pc, invece quel tuo rimando mi ha fatto venire voglia di knullare. 🙂
    ritieniti responsabile di qualsiasi cosa mi verrà fuori!!! :-)))
    Bacione e buona giornata.
    R.

I commenti sono chiusi.