La sedia condivisa.

Tra tutte, una sedia in particolare ha fatto da ponte tra Ladoratrice e Stima di Danno e ha rappresentato un semino importante e nascosto di questo progetto. Inconsapevolmente ci univa e non lo sapevamo. Nella collezione sul non.blog forse non c’era, perché so che questa cosa io l’ho scoperta dopo. E’ una gran bella sedia. Io l’ho scelta tra le molte CartoNine che erano a disposizione di chi volesse partecipare a un Contest dal titolo poetico: Nina organizzava un tam tam dal nome “L’amore non deve essere un segreto”. Io non avevo mai partecipato a niente, ma con Nina, poetessa e artista, mi sentivo a mio agio. Scartabellate tutte le Cartonine, scelsi lei e scrissi questo. Poca cosa. Poi dopo un bel po’ di tempo ho incrociato su facebook Stima di Danno e da lì abbiamo iniziato a chiacchierare, a confidarci (con moderazione), a starci simpatiche (senza eccessi) e pian piano abbiamo iniziato a parlare di sedie. Una notte saltellando nel suo blog ho trovato questo. E da questo credo che sia nato Measachair. Da una cosa condivisa inconsapevolmente, da qualcosa che ci univa da prima. Come dire. Dal fatto che a monte, entrambe, avevamo una tara. La stessa! O che entrambe stavamo lì sulla nostra sedia personale, su noi stesse, e ritrovarsi una di fronte all’altra, così definite, uguali e diverse, ci ha predisposto al dialogo, all’incontro, allo scambio.

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5 pensieri su “La sedia condivisa.

  1. Oh oh! che commozione questo incontro è da film! partecipai anch'io a quel contest! E da allora sto ancora aspettando la mia scarpa gemella…

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