Dialoghi.

Pensavo ai bambini. E i colori son venuti così. Ma sotto sotto, prima dei colori, hanno un perché anche quelle due seggioline che dialogano. Che una è alta, ha uno schienale che sembra la scala dell’evasione, forse perché ha più esperienza o forse più bisogno di scappare. La prima cosa che si fa pensando a un “grande” e un “piccolo” è riprodurre la stessa forma in dimensioni minori. Ma io pensavo ai bambini. E va così, che un bambino non è un adulto in miniatura, ma una persona che sta crescendo. E’ diverso, dal genitore. E allora ha proprio un altro stile quella seggiolina piccola lì e non è detto che stia ascoltando, forse sta proprio parlando a quella vecchia sedia scolorata per insegnarle un altro mondo ancora. Quello possibile, quello nuovo, quello suo.

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10 pensieri su “Dialoghi.

  1. La vedo la seggiolina piccola, con lo schienale aperto: secondo me ascolta, beve le parole e comincia a costruire dove la sedia grande si è fermata.E' una sedia in piedi 🙂

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